Fu amore a prima vista

Carlo, Ads che svolge la sua attività con il cuore, racconta la sua esperienza di volontariato, poi sostenuta dallo strumento giuridico dell'Amministrazione di Sostegno in favore di Stella e dei suoi figli, di come si sia trovato a diventare "padre" e "nonno", delle mille difficoltà del quotidiano e delle grandi soddisfazioni nel veder crescere Stella e i suoi figli circondati da sentimenti di amore vero.

Settembre 2000 . La parrocchia organizza un pellegrinaggio a Roma, per il Giubileo. Mia
moglie mi dice che vorrebbe andare, io sono d'accordo anche perché a Roma vado sempre
volentieri. Quando torno mi ributto nel mio lavoro di ragioniere tributarista. Un giorno di
Ottobre mia moglie dice che va in Comunità a trovare i bambini. Non capisco bene cosa sia
una Comunità e cosa vada a fare ; immerso nel mio lavoro rispondo distrattamente. Quando torna mi dice: " ho suonato, mi hanno subito aperto e dietro la porta c'era la responsabile della Comunità con vicino una ragazza con una bambina in braccio ed un altro nella pancia. Senza indugiare la responsabile, rivolta a mia moglie, dice: " E' il Signore che la manda" e rivolta alla ragazza : " Questa signora con suo marito avranno cura di te". Così, praticamente precettati ( dalla responsabile o dal Signore?), ci siamo trovati proiettati in un mondo sino allora a noi totalmente sconosciuto. Abbiamo scoperto che la famiglia, per la nostra esperienza, luogo di affetti e solidarietà, può per altri diventare luogo infernale tanto da costringere un Giudice Tutelare ad allontanare, in modo coatto una figlia incinta con sua figlia. E frequentando la Comunità si scopre che , non in un mondo lontano, ma nella nostra Città vi sono povertà , materiali e morali, impensabili. Da quel giorno per me e mia moglie è iniziata una nuova vita. 
Con Stella e i suoi bambini si è instaurato un rapporto affettivo e di condivisione del quotidiano frequentando casa nostra e venendo in vacanza con noi. La ragazza ha trovato un buon posto di lavoro e, ovviamente, i suoi risparmi li gestivo io. Mi sono poi chiesto se c'era una tutela giuridica sia per me che per la ragazza per quanto facevo. Ho chiesto ad un mio amico avvocato che mi dice di una legge che prevede una nuova figura giuridica: l'amministratore di sostegno. Detto fatto, ricorro al G.T. che mi nomina e da li inizia la mia avventura come ADS. 
Per Stella siamo diventati un punto di riferimento, ma questo non le ha impedito, ogni tanto, di sbandare ed ogni volta, anche duramente, siamo intervenuti per correggerla. In più abbiamo seguito e continuiamo a farlo, i figli dalla scuola materna ad oggi ( seconda media e quinta elementare) e la formazione religiosa con relativi sacramenti ( comunione e cresima). Nel 2009 è successo un fatto importante: la ragazza ha conosciuto un ragazzo ( anche lui con un passato difficile ) e l'anno successivo si sono sposati. In Chiesa ho fatto da padre alla sposa, poi ho trovato una casa in affitto e così, con il consenso del G.T. Stella e i suoi figli sono usciti dalla Comunità. I due si vogliono bene, lui ha accettato molto bene i due figli di lei e finalmente formano una famiglia che a loro era stata negata. E vissero felici e contenti............nelle favole! Ma siccome la vita non è una favola e i rapporti con il prossimo non sono mai semplici, a maggior ragione con persone strutturalmente disa-giate, si va a cicli. Ci fanno arrabbiare, poi torna il sereno, poi ci arrabbiamo di nuovo, poi... .
Ma allora perché lo facciamo? Ce lo chiediamo spesso; sicuramente ci si affeziona e questo fa
sopportare anche le arrabbiature. Ma poi credo che avesse ragione quel cartello esposto nella
Comunità che recitava : "Far del bene fa bene a chi lo fa". Sembrava uno slogan un po' retorico, ma invece , devo dire, che è una grande verità. Il consiglio che modestamente posso dare agli aspiranti ADS è di non avere paura: buttatevi e vedrete che non vi pentirete. Ogni volta che riuscirete, tra mille difficoltà, a risolvere un problema e a far star meglio il beneficiario starete meglio anche voi. Non illudetevi mai di essere gratificati dalle persone che assistite , il bene che fate non ha contropartita. 

 

 
 

 

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