Grazie Ads!

Lunedì 14 marzo il progetto Ads del Lodigiano ha incontrato gli Ads attivi nella Provincia di Lodi, sia famigliari che volontari in senso stretto. Ce ne parla Silvia Bozzini, referente operativo del progetto. L’obiettivo era sentire dalla voce degli ads quali sono i bisogni, le paure e le ansie, le aspettative e le soddisfazioni, elementi per orientare la progettazione di percorsi formativi dedicati. L'incontro voleva anche essere momento di confronto tra gli Ads per trovare all'interno del gruppo le risorse per affrontare e risolvere eventuali problemi emersi e per scambiare informazioni. E’ stata anche occasione per far sapere agli Ads che lo Sportello del Progetto è un luogo all'interno del quale possono trovare sostegno al loro operato e risposte ai loro quesiti. Riportiamo anche alcune impressioni dei partecipanti. Dato il buon esito dell’esperienza si è deciso i ripetere gli incontri con cadenza periodica.

Lunedì 14 marzo abbiamo incontrato gli Amministratori di Sostegno già attivi nella Provincia di Lodi, sia famigliari che volontari in senso stretto e che prestano la loro opera nei confronti di "soggetti deboli" non legati da alcun vincolo di parentela.

Lo spunto per organizzare questo momento ci è pervenuto da alcune sollecitazioni che ci erano giunte alla conferenza di presentazione del Progetto tenutasi presso la sede della Provincia di Lodi il giorno 4 febbraio.

Abbiamo deciso di coinvolgere chi, in prima persona, si occupa quotidianamente di questo tema, perchè li consideriamo una risorsa molto preziosa, oltre che per la collettività, anche al fine della organizzazione dei percorsi di formazione.

Il nostro intento era quello di sentire dalla voce dei diretti interessati quali sono i bisogni, le paure e le ansie, le aspettative e le soddisfazioni di chi impegna parte del proprio tempo libero per affiancare "le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana".

Oltre a questa finalità l'incontro voleva anche essere momento di confronto tra gli Amministratori di Sostegno, al fine di trovare all'interno del gruppo le risorse per affrontare e risolvere eventuali problemi riscontrati in corso d'opera, scambio di informazioni.

Volevamo anche far sapere agli Ads che lo Sportello del Progetto Ads del Lodigiano è un luogo all'interno del quale possono trovare sostegno al loro operato, risposte ai loro quesiti.

L'incontro ci è servito per presentarci, per far conoscere il Progetto Ads del Lodigiano, le sue finalità, le azioni e gli strumenti.

Dando voce ai partecipanti affinchè si presentassero e raccontassero la loro esperienza da ads, è emersa una realtà multiforme e sfaccettata. Sicuramente molto coinvolgenti i loro racconti e di stimolo per l'organizzazione del nostro lavoro.

Riportiamo, in forma anonima, le osservazioni più significative dei partecipanti che a nostro avviso forniscono uno spaccato della variegata realtà lodigiana.

A.B. è un volontario di una associazione e svolge la sua opera di Ads per alcuni ospiti di una R.S.A. del territorio, per alcuni ospiti di una struttura residenziale per ammalati psichici e per altri soggetti deboli del territorio.
L'opinione che ci ha portato con molta convinzione è che, rispetto alle competenze, per svolgere la funzione di ADS si debba dare risalto alla capacità di relazionarsi, e quindi a quelle doti umane che permettono di mettersi in empatia con la persona che viene affidata. Per cui ritiene che questa figura debba essere ricercata prioritariamente nel mondo del volontariato, perchè è in questo ambito che le persone operano con il maggiore disinteresse.

G.Z è un volontario, ex dirigente di azienda pubblica e ha un'esperienza ultraventennale maturata come Amministratore Provvisorio a seguito dell'entrata in vigore della Legge Basaglia per la chiusura dei manicomi. Gli erano stati affidati circa 180 pazienti psichiatrici di una struttura pubblica, di cui una ventina rimangono tuttora a suo carico. Nella sua esperienza ha trovato sempre la massima disponibilità nell'Ufficio del Giudice Tutelare, ed anche presso l'Ufficio di Protezione Giuridica, istituito presso l'ASL.
Ci ha evidenziato due temi che devono essere affrontati con la massima delicatezza: il tema della normativa sulla Privacy, soprattutto in merito all'utilizzo di dati sensibili, che pone in capo all'ADS una grande responsabilità; il secondo quello di un riconoscimento economico, che permetta all'ADS di fare fronte almeno alle spese vive che sostiene per svolgere le sue funzioni e che, pur essendo contemplato dalla normativa, non risulta di generale applicazione.

A.O., ADS del proprio fratello, bisognoso di sostegno in seguito ad una malattia molto invalidante, se n'è fatta carico alla fine di un percorso che lo aveva portato al ricovero in una RSA, con perdita progressiva di autonomia. Sottolinea come l'Ads deve essere dotato di grande dispobilità, ma anche di un minimo di competenze, specialmente quelle tecniche utili alla compilazione del rendiconto.

C.L., avvocato svolge da non molto tempo la funzione di ADS, ma ha già a suo carico una decina di persone da seguire. La sua convinzione è che le competenze relazionali non siano secondarie, soprattutto ora che stanno emergendo nuove fragilità: si tratta sempre di più di dipendenti da sostanze stupefacenti o di persone che non sono ricoverate, vivono autonomamente, e dunque è molto più difficile impedire che compiano azioni dannose per sè e per gli altri.

Queste opinioni sono state espresse anche grazie al confronto ed alla sollecitazione di rappresentanti di Associazioni promotrici del Progetto che con la loro presenza sono state di stimolo per tutti i presenti. In particolare due genitori di figli disabili, A.F. e G.C. hanno raccontato la loro esperienza come madre che ricopre il ruolo di Ads per il figlio adulto l'una, e come madre che sostiene il figlio a ricoprire il ruolo di ads per il fratello disabile l'altra.

I presenti hanno anche sottolineato quanta importanza rivesta il raccordo con le funzioni svolte dall'Ufficio del Giudice Tutelare presso il Tribunale, e la necessità di proseguire a rafforzare la rete delle Associazioni coinvolte, perchè è anche da qui che deve arrivare la linfa che sostiene il Progetto.

Tutti abbiamo alla fine convenuto sull'utilità di portare avanti momenti di confronto come questi, anche in vista della necessità di mettere sempre di più e meglio a fuoco la figura dell'ADS, le sue caratteristiche, le sue competenze.

Silvia Bozzini - referente operativo

 

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