A corso fatto!

Si è concluso mercoledì 24 ottobre il percorso formativo dal titolo "Diventare Amministratore di Sostegno: una sfida alla portata di tutti", che ha visto la partecipazione di 75 iscritti. Il corso ha richiesto un “extra time”: una serata, il 7 novembre, non prevista nel programma, dedicata all’elenco dei volontari. Ecco alcune valutazioni sull’intero percorso formativo.

Il corso si colloca nell'ambito del Progetto "Amministratore di sostegno del Lodigiano- L'amministratore di sostegno per le figure deboli del territorio e ha inteso promuovere la figura dell'Amministratore di Sostegno, accompagnare le famiglie nella scelta di avvalersi di questo strumento, ma soprattutto aumentare il numero di potenziali candidati al ruolo di Ads e formarli.

Il corso ha visto la partecipazione attenta e coinvolta di 75 iscritti, per lo più persone comuni interessate a mettere a disposizione un po' del loro tempo libero per una forma di volontariato nuova rispetto al passato.

E' soprattutto la forma a rendere particolare l'attività dell'Amministratore di Sostegno, perchè in concreto egli compie quegli atti che solitamente un parente o un amico hanno sempre compiuto per una persona fragile che si trova in difficoltà. L'Istituto giuridico dell'Amministratore di Sostegno è garanzia di serietà nell'operare e di correttezza nei confronti di un soggetto debole.

Molti fra i presenti erano anche familiari di persone fragili che attraverso una conoscenza più approfondita della tematica potranno operare nei prossimi tempi una scelta più consapevole circa la forma di protezione giuridica più idonea alle caratteristiche del loro congiunto.

Non sono mancati fra i partecipanti anche operatori dei servizi che si trovano a gestire sportelli o comunque che sono in cottatto con gli utenti, e che con la partecipazione al corso hanno inteso arricchire la loro preparazione per poter offrire al pubblico risposte più esaustive.

I contributi sempre molto puntuali e tecnici della Dottoressa G. Bianchi, responsabile dell'Ufficio di Protezione Giuridica dell'Asl della Provincia di Lodi, sono stati apprezzati dalla platea: non sono mancati i quesiti ai quali la formatrice ha dato oltre che le risposte con i riferimenti di legge, anche un corollario di esempi di vita vissuta, frutto della sua lunga esperienza a contatto con i familiari di persone fragili, in particolar modo afferenti il mondo della disabilità.

La terza serata è stata impreziosita dalla voce diretta di Amministratori di Sostegno volontari, e familiari che hanno trattato in modo semplice ma efficace quelli che sono i nodi problematici di questa delicata funzione, ma anche i suoi aspetti più gratificanti.
Le tre esperienze esposte, molto diverse tra loro anche per i percorsi che hanno portato ad intraprendere questo faticoso cammino, sono però accomunate da un elemento molto forte: l'attenzione alla persona, al particolare, a quel "vestito su misura" di cui spesso si sente parlare a proposito di Amministratore si Sostegno ma che spesso resta solo teorico. In questo caso si è potuto constatare quanto sia mirato e personalizzato il loro intervento e quanta passione mettano nel loro agire quotidiano.

Il percorso formativo ha avuto un seguito: è stata organizzata una quarta serata il 7 novembre aperta a tutti coloro che, dopo l'attenta partecipazione alla formazione, hanno deciso di diventare Ads volontari.

In questa serata sono state illustrate le modalità di inserimento nell'elenco degli Ads volontari che il Progetto Ads del lodigiano, assieme a comitato di pilotaggio e tavolo istituzionale, sta approntantando per fare in modo che i servizi, nel momento della presentazione del ricorso possano avere un nominativo di una persona disponibile a ricoprire il ruolo ed evitare in questo modo abbinamenti e nomine casuali.

 

 
 

 

Fu amore a prima vista

Carlo, Ads che svolge la sua attività con il cuore, racconta la sua esperienza di volontariato, poi sostenuta dallo strumento giuridico dell'Amministrazione di Sostegno in favore di Stella e dei suoi figli, di come si sia trovato a diventare "padre" e "nonno", delle mille difficoltà del quotidiano e delle grandi soddisfazioni nel veder crescere Stella e i suoi figli circondati da sentimenti di amore vero.

Settembre 2000 . La parrocchia organizza un pellegrinaggio a Roma, per il Giubileo. Mia
moglie mi dice che vorrebbe andare, io sono d'accordo anche perché a Roma vado sempre
volentieri. Quando torno mi ributto nel mio lavoro di ragioniere tributarista. Un giorno di
Ottobre mia moglie dice che va in Comunità a trovare i bambini. Non capisco bene cosa sia
una Comunità e cosa vada a fare ; immerso nel mio lavoro rispondo distrattamente. Quando torna mi dice: " ho suonato, mi hanno subito aperto e dietro la porta c'era la responsabile della Comunità con vicino una ragazza con una bambina in braccio ed un altro nella pancia. Senza indugiare la responsabile, rivolta a mia moglie, dice: " E' il Signore che la manda" e rivolta alla ragazza : " Questa signora con suo marito avranno cura di te". Così, praticamente precettati ( dalla responsabile o dal Signore?), ci siamo trovati proiettati in un mondo sino allora a noi totalmente sconosciuto. Abbiamo scoperto che la famiglia, per la nostra esperienza, luogo di affetti e solidarietà, può per altri diventare luogo infernale tanto da costringere un Giudice Tutelare ad allontanare, in modo coatto una figlia incinta con sua figlia. E frequentando la Comunità si scopre che , non in un mondo lontano, ma nella nostra Città vi sono povertà , materiali e morali, impensabili. Da quel giorno per me e mia moglie è iniziata una nuova vita. 
Con Stella e i suoi bambini si è instaurato un rapporto affettivo e di condivisione del quotidiano frequentando casa nostra e venendo in vacanza con noi. La ragazza ha trovato un buon posto di lavoro e, ovviamente, i suoi risparmi li gestivo io. Mi sono poi chiesto se c'era una tutela giuridica sia per me che per la ragazza per quanto facevo. Ho chiesto ad un mio amico avvocato che mi dice di una legge che prevede una nuova figura giuridica: l'amministratore di sostegno. Detto fatto, ricorro al G.T. che mi nomina e da li inizia la mia avventura come ADS. 
Per Stella siamo diventati un punto di riferimento, ma questo non le ha impedito, ogni tanto, di sbandare ed ogni volta, anche duramente, siamo intervenuti per correggerla. In più abbiamo seguito e continuiamo a farlo, i figli dalla scuola materna ad oggi ( seconda media e quinta elementare) e la formazione religiosa con relativi sacramenti ( comunione e cresima). Nel 2009 è successo un fatto importante: la ragazza ha conosciuto un ragazzo ( anche lui con un passato difficile ) e l'anno successivo si sono sposati. In Chiesa ho fatto da padre alla sposa, poi ho trovato una casa in affitto e così, con il consenso del G.T. Stella e i suoi figli sono usciti dalla Comunità. I due si vogliono bene, lui ha accettato molto bene i due figli di lei e finalmente formano una famiglia che a loro era stata negata. E vissero felici e contenti............nelle favole! Ma siccome la vita non è una favola e i rapporti con il prossimo non sono mai semplici, a maggior ragione con persone strutturalmente disa-giate, si va a cicli. Ci fanno arrabbiare, poi torna il sereno, poi ci arrabbiamo di nuovo, poi... .
Ma allora perché lo facciamo? Ce lo chiediamo spesso; sicuramente ci si affeziona e questo fa
sopportare anche le arrabbiature. Ma poi credo che avesse ragione quel cartello esposto nella
Comunità che recitava : "Far del bene fa bene a chi lo fa". Sembrava uno slogan un po' retorico, ma invece , devo dire, che è una grande verità. Il consiglio che modestamente posso dare agli aspiranti ADS è di non avere paura: buttatevi e vedrete che non vi pentirete. Ogni volta che riuscirete, tra mille difficoltà, a risolvere un problema e a far star meglio il beneficiario starete meglio anche voi. Non illudetevi mai di essere gratificati dalle persone che assistite , il bene che fate non ha contropartita. 

 

 
 

 

A corso fatto!

E' terminato mercoledì 29 febbraio il ciclo di incontri formativi sull’Ads organizzato dal progetto Ads lodigiano a Codogno in partnership con la locale amministrazione comunale, che ha visto la partecipazione di 60 persone. L'attività formativa aveva come principale obiettivo quello di consentire ai candidati Ads, di venire in possesso di tutti quegli strumenti utili a svolgere il loro ruolo nel migliore dei modi possibili. Proponiamo una valutazione del percorso ed una apertura sulle attuali linee di intervento del progetto Ads, quali la costruzione dell'elenco degli Ads e la diffusione capillare dell'Ads sul territorio.

E' terminato mercoledì 29 febbraio il ciclo di incontri formativi volti ad informare e formare i cittadini interessati a ricoprire il ruolo di Amministratore di Sostegno. Il corso, tenutosi nella prestigiosa cornice di Palazzo Soave a Codogno, organizzato dal Progetto Ads del Lodigiano in parnership con la locale amministrazione comunale, ha visto la presenza di 60 persone.

L'attività formativa aveva come principale obiettivo quello di consentire ai candidati Ads, di venire in possesso di tutti quegli strumenti utili a svolgere il loro ruolo nel migliore dei modi possibili.

Per quanto riguarda la trasmissione dei contenuti tecnici indispensabili al buon Ads, il Gruppo Intesa, capofila del Progetto Ads del Lodigiano, si è affidato alla autorevole voce della Dottoressa Bianchi, responsabile dell'Ufficio di Protezione Giuridica dell'Asl della Provincia di Lodi. Molto apprezzati dal pubblico sono stati non solo le puntigliose esposizioni dei termini di legge,ma anche i numerosi esempi forniti per mantenere sempre saldo un aggancio con la realtà quotidiana.

Sempre allo scopo di trasmettere ai futuri Ads spunti operativi, nella seconda serata hanno presenziato due funzionari di Banca che hanno saputo intersecare le loro testimonianze riguardanti le procedure di tipo economico gestionale che competono ad un ads nell'espletamento del suo incarico, con l'esposizione della formatrice.

Nella serata conclusiva si è dato voce a coloro i quali sono già al fianco di persone con fragilità come amministratori di sostegno e che hanno mostrato al pubblico presente in sala, luci ed ombre del loro operare, offrendo il volto umano di questo ruolo.

L'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Codogno, Dottoressa Montani, che ha fortemente creduto in questa iniziativa, ha saputo concretizzare l'ipotesi di radunare attorno all'Amministrazione comunale un gruppo di cittadini che siano in grado di mettersi a disposizione in modo gratuito e spontaneo di altri uomini e donnne loro concittdini che vivano situazioni di fragilità.

E' in quest'ottica che il Comune di Codogno e Gruppo Intesa Associazioni Disabili del Lodigiano hanno sottoscritto un Protocollo d'Intesa allo scopo di formare e sostenere nel ruolo quanti si fossero resi disponibili a diventare Ads. La responsabile dei Servizi Sociali cittadini, dottoressa Tassi si è resa disponibile ad accogliere le candidature dei nuovi volontari.

Parallelamente a questa iniziativa locale, il Progetto Ads del Lodigiano si è fatto promotore a livello provinciale della costituzione di un elenco di Ads volontari, da realizzare in collaborazione con l'Ufficio di protezione Giuridica dellAsl, Tribunale e tutti gli altri ernti partner del Progetto per garantire la presenza di un volontario motivato e formato, "persona vera accanto ad una persona vera" in situazione di fragilità.

Altra iniziativa che si è intersecata con l'azione formativa è stata la proposta rivolta ai membri delle associazioni di volontariato presenti, da parte del Progetto Ads del Lodigiano,di divenire strumento di diffusione capillare delle informazioni sul territorio, sensibilizzando al tema della protezione giuridica in primis i propri associati e quanti a vario titolo venissero a contatto con la loro realtà. L'ipotesi è quella di andare a costituire una rete di punti di prossimità dove vengano offerte informazioni di primo livello sul tema e tutte le possibilità per poter accedere a sportelli informatvi di secondo livello (UPG, Servizi Sociali Comunali, Sportello Ads) dove anche le pratiche più complesse possono essere evase.

 

 
 

 

Un anno insieme

A conclusione del primo anno di attività il Progetto Ads del Lodigiano, attivo su tutta la Provincia di Lodi, ripercorre i principali passi del suo incedere, volti alla diffusione capillare del tema della protezione giuridica per le persone fragili. L'assidua collaborazione con gli enti del territorio ha portato alla stipula di un Protocollo d'Intesa sottoscritto da 8 istituzioni e all'attivazione di un tavolo di lavoro (Asl, Provincia, Comune di Lodi, Ufficio di Piano, Lausvol, Coop. Soc. Il Mosaico Servizi, Associazione Comuni del Lodigiano,Consorzio Lodigiano per i Servizi alla Persona). La diffusione della cultura della protezione giuridica ha fatto incontrare durante il cammino Ads già attivi e persone comuni desiderose di svolgere questo compito a titolo volontario, dando luogo ad un interessante gruppo di confronto e supporto. L'attività di sensibilizzazione e formazione ha interessanto i tre distretti nei quali è suddivisa la Provincia.

Nei primi mesi di lavoro il Progetto si è dotato di tutti gli apparati organizzativi quali un uno Sportello centrale nel capoluogo, un comitato di pilotaggio ma soprattutto si è mosso per fare in modo che i rapporti con i livelli istituzionali coinvolti fossero sempre più saldi così da giungere alla sottoscrizione di un Protocollo d'Intesa che non rimanesse soltanto sulla carta ma che fosse foriero di azioni concrete.

Al contempo si è proceduto per sensibilizzare sempre più cittadini sul tema della protezione giuridica attraverso un convegno pubblico, diversi seminari informativi nei tre distretti e presso associzioni di familiari di ammalati psichici. Le azioni di sensibilizzazione procederanno anche nel corso della seconda annualità e saranno rivolte in particolare ai famigliari a agli operatori degli ospiti delle RSA della Provincia. Oltre a ciò si è proceduto nella definizione di materiale divulgativo sul tema, da diffondere in modo capillare presso quelle famiglie che ospitano una persona fragile. Questa azione è stata intrapresa con la preziosa collaborazione di due Partner, Uffico di Piano e Consorzio Lodigiano per i Servizi alla Persona che cureranno la definizione degli elenchi di famiglie e la diffusione del materiale.

Anche sul versante formazione ci si è adoperati affinchè nei mesi di maggio e giugno si potesse realizzare un corso di formazione della durata di 10 ore complessive distribuite in 4 mattinate. Il corso, dal titolo "L'amministratore di sostegno: una risorsa per tutti i cittadini", voleva promuovere la figura dell'Amministratore di sostegno, accompagnare le famiglie nella scelta di avvalersi di questo strumento, aumentare il numero di potenziali candidati al ruolo di Ads. Il corso era rivolto a cittadini, familiari, Associazioni di volontariato direttamente coinvolte da tali problematiche,cittadini sensibili ad un impegno futuro. A ricoprire il ruolo di formatori si sono alternati rappresentanti delle Istituzioni, in particolare dell'Ufficio di Protezione Giuridica dell'Asl, del Comune di Lodi, del Dipartimento di Psichiatria e Salute Mentale, ma non solo, ci sono state anche le testimonianze di Ads già attivi.

Degna di nota è senza dubbio la costituzione di un gruppo di confronto formato da Ads già nominati e aspiranti Ads volontari, che nel corso dello svolgimento delle azioni progettuali abbiamo via via conosciuto. Il gruppo si incontra nella sede del Progetto e racconta le proprie esperienze sul tema, cerca di proporre soluzioni ai problemi via via riscontrati dai partecipanti. Il Progetto mette a disposizione i locali, l'attività del referente e capofila e organizza incontri tematici per dare loro anche un contributo tecnico. Il gruppo è preziosa risorsa per il Progetto stesso in quanto indica quali sono i temi più sentiti da affrontare in sede formativa e negli incontri di sensibilizzazione.

Ancora molto lavoro resta da fare, ma siamo sempre più convinti di aver intrapreso la strada giusta per un efficace e duraturo cambiamento culturale nella comunità locale sul tema della protezione giuridica delle persone fragili.

 

 
 

 

Valutazione a fine corso

Il 16 giugno si è concluso il percorso formativo “L’Ads: una risorsa per i cittadini”, promosso dal progetto Ads del Lodigiano in collaborazione con con ASL, Comune, Provincia ed Azienda Ospedaliera.Il corso, articolato in quattro incontro ha visto la partecipazione di 16 iscritti, per lo più familiari per lo più familiari di persone fragili, aderenti ad associazioni di volontariato, operatori dei servizi. Silvia Bozzini, referente operativo del progetto Ads, ripercorre i contenuti proposti dai docenti in ogni incontro ed apre alle altre ipotesi formative che in autunno proseguiranno l’azione di diffusione dell’Ads intrapresa dal progetto.

Si è concluso giovedì 16 giugno il percorso formativo dal titolo "L'amministratore di sostegno: una risorsa per tutti i cittadini" organizzato dal Gruppo Intesa Associazioni Disabili del Lodigiano con la collaborazione di diversi partner istituzionali, e che si è sviluppato nell'arco di quattro mattinate per un totale di dieci ore.

Il corso si colloca nell'ambito del Progetto "Amministratore di sostegno del Lodigiano - L'amministratore di sostegno per le figure deboli del territorio" e ha inteso promuovere la figura dell'Amministratore di Sostegno, accompagnare le famiglie nella scelta di avvalersi di questo strumento, aumentare il numero di potenziali candidati al ruolo di Ads.

Il corso ha visto la partecipazione attenta e coinvolta di 16 iscritti, per lo più familiari di persone fragili, aderenti ad associazioni di volontariato, operatori dei servizi che hanno potuto usufruire dei contributi puntuali e molto tecnici della Dottoressa G. Bianchi, responsabile dell'Ufficio di Protezione Giuridica dell'Asl della Provincia di Lodi, che ha trattato nei primi due incontri, il tema della Protezione giuridica secondo la L. 6/2004 sottolineando le peculiarità di ciascuna misura (ads, inabilitazione, interdizione).

Nel secondo incontro il suo intervento si è concentrato sulla definizione accurata delle caratteristiche di un Ads, quali sono i suoi poteri, i doveri e gli adempimenti, nonchè sull'illustrazione dei compiti e servizi offerti dall'Ufficio che rappresenta.

La terza giornata è stata caratterizzata dall'alternarsi di tre voci ciascuna appartenente ad un'area della fragilità, con l'obiettivo di offrire ai potenziali Ads una presentazione di altrettanti contesti in cui pensare di andare ad espletare la propria funzione.
In particolare per ciò che concerne l'area della salute mentale è intervenuto il Dottor Eligio Gatti, direttore del Dipartimento di Psichiatria e Salute Mentale dell'Azienda Opsedaliera della Provincia di Lodi, che con accenni teorici e chiarissime esemplificazioni, ha messo l'accento sulla valenza fondamentale della relazione con i pazienti di quest'area.
L'assistente sociale Sara Zeni dei servizi sociali del Comune di Lodi ha illustrato con dovizia di particolari ed esempi illuminanti, come il lavoro sinergico tra servizi sociali, terzo settore e servizi terrioriali possano essere una strategia vincente anche nell'affiancamento di persone che necessitino di Protezione Giuridica.

Per quanto riguarda l'area dipendenze e carcere sono intervenute l'avvocato Sofia Muccio, legale della Comunità di recupero "Il Gabbiano onlus" e la responsabile della comunità lodigiana, Dottoressa Chiara Gerevini. Entrambe hanno offerto uno spaccato di una realtà poco conosciuta ai più, ma che ben si presta all'applicazione della L. 6/2004 con risultati davvero incoraggianti. Hanno illustrato come nel quotidiano l'Ads possa divenire valido riferimento all'interno di un progetto di vita di persone con un trascorso di dipendenze.

L'ultima giornata è stata interamente dedicata all'analisi di casi concreti esposti dalle voci coinvolte e motivate di quattro Amministratori di Sostegno che prestano la loro opera nei confronti di tipologie molto diverse di beneficiari.

Le quattro esperienze esposte, molto diverse tra loro anche per i percorsi che hanno portato ad intraprendere questo faticoso cammino, sono però accomunate da un elemento molto forte: l'attenzione alla persona, al particolare, a quel "vestito su misura" di cui spesso si sente parlare a proposito di Amministratore si Sostegno ma che spesso resta solo teorico. In questo caso si è potuto constatare quanto sia mirato e personalizzato il loro intervento e quanta passione mettano nel loro agire quotidiano.

Il percorso formativo, reso possibile grazie anche alla fattiva collaborazione della Provincia di Lodi, Settore Servizi alla Persona, avrà un seguito: negli ultimi mesi dell'anno sarà organizzato un corso specifico per tutti coloro i quali sono interessati a ricoprire il ruolo di Ads e a entrare a far parte di un elenco provinciale, per offrire loro strumenti operativi che li mettano in grado di svolgere oltre che con passione, anche con competenza la loro attività.

Non saranno trascurati neppure gli operatori sociali che da più ambiti chiedono di avere informazioni e formazione su questa tematica: a loro saranno dedicati incontri specifici per ciascuna area della fragilità.

Il Progetto Ads del Lodigiano, a sei mesi dal suo avvio, si appresta a programmare l'attività dell'autunno con la certezza di operare per un cambiamento culturale non sempre immediato, ma di grande impatto sulle vite di chi si trova in situazione di fragilità.

Silvia Bozzini - referente operativo

 

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