Seminario per operatori: il giorno dopo

 

Il 17 giugno scorso la pioggia non ha impedito agli oltre 90 interessati al seminario di raggiungere la Fondazione Cà d'Industria per partecipare al seminario organizzato nell'ambito delle iniziative di sensibilizzazione del Progetto AdS Como, in collaborazione con ASL di Como e Lombardia Sociale. Un momento di ascolto, domande e risposte che ha permesso ai partecipanti di riflettere sui motivi che spingono alla scelta della presentazione del ricorso per la nomina di un amministratore di sostegno da parte di soggetti pubblici e privati in possesso dei requisiti per la richiesta di nomina. La logica che guida è l'interesse del beneficiario, soggetto da proteggere e che può espandersi, sulla base delle risorse e dei bisogni individuali. Nadia Parachini, referente operativo del progetto Ads, ci dice com'è andato l'incontro.

Segnali positivi si sono riscontrati al seminario per operatori sociali ed educativi di venerdì 17 giugno alla Fondazione Cà d'Industria, che ringraziamo per l'ospitalità, a Como.
Un uditorio attento e partecipe, che ha visto anche la presenza di volontari per la protezione giuridica che hanno già frequentato i rispettivi corsi di formazione, ha seguito le interessanti relazioni che si sono succedute nel pomeriggio e il successivo dibattito. 
Bravi e circostanziati i relatori, che ringraziamo per la passione e la disponibilità messe in campo.

Laura Abet - Avvocato di Ledha e Lombardia Sociale ha disegnato i collegamenti che uniscono le delibere regionali alla protezione giuridica passando per la presa in carico e la qualità della vita.

A seguire, Massimo Croci - Giudice Tutelare Tribunale di Como, ha tracciato la mappa dei nuovi obblighi per i servizi sociali e sanitari derivanti dall'applicazione della legge 6/2004. 
Il notaio Piercarlo Colnaghi ha trattato, in particolare, della procura nell'ambito della tutela patrimoniale della persona con fragilità. Un ringraziamento va a lui e al Collegio dei notai di Como che ci sta sostenendo in quest'azione.

Un pomeriggio coinvolgente, dove si è parlato, fra le altre cose, a prescindere dal dibattito e dalle interpretazioni, di rappresentanza dei diritti, di personalizzazione dell'istituto, di riconoscimento della capacità di agire, dell'importanza di tenere in debita considerazione le aspirazioni e i desideri del beneficiario, del progetto di vita, del diritto alla vita indipendente. In breve dell'attenzione alle persone: una persona vera vicino ad una persona vera e la comunità in rete a sostegno. Un comunità fatta di esperti, di parenti, di amici, di vicini di casa tutti ugualmente interessati, seppur con gradi differenti, alla persona con fragilità affinchè le nostre città, paesi, frazioni siano veramente inclusive e partecipino alla crescita delle persone e dei territori.

Nadia Parachini - referente operativo

 

 
 

 

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