Presentazione

Il nome e il logo

"Liberi Legami" parla della spontaneità e della gratuità del legame che si instaura nella relazione di aiuto tra due persone, un legame di supporto, presenza e vicinanza che chiede quella "giusta" distanza che solo stando nella relazione si può individuare. È questa relazione che abbiamo cercato di rappresentare, simbolicamente, nel logo, due persone vicine che tra i giochi di pieno e vuoto delle immagini "scrivono" con i loro corpi AdS (la lettera più evidente, forse, è la S ... nel vuoto).

Il percorso progettuale

La prima fase dell'intervento regionale, da dicembre 2009 ad aprile 2010, ha visto le organizzazioni della provincia di Bergamo coinvolte in incontri mensili, durante i quali si è condiviso il valore stesso del progetto, volto a sostenere e consolidare la figura di protezione giuridica in modo coerente con i principi ispiratori della legge n.6 del 2004. A partire dal mese di aprile, i veri protagonisti del progetto sono stati i rappresentati delle 26 associazioni che hanno aderito al protocollo di intesa e costruito il progetto provinciale "LIBERI LEGAMI". Tessere una Rete per la protezione giuridica nella provincia di Bergamo".

 

L'esperienza maturata dai soggetti che hanno aderito al progetto e hanno collaborato alla sua creazione, in qualità di organizzazioni di volontariato, amministratori di sostegno, avvocati, genitori di beneficiari dell'istituto, enti pubblici, associazioni di secondo livello, ha dimostrato quanto la profonda umanità contenuta nei cambiamenti apportati da questa legge si scontri con le difficoltà della sua applicazione, non soltanto di tipo burocratico, quanto relazionali ed umane. Se la novità, nonché la finalità stessa della legge è di «tutelare, con la minore limitazione possibile della capacità di agire, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell'espletamento delle funzioni della vita quotidiana, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente» , ci si trova oggi di fronte a un conflitto, derivato dalla volontà di dare attuazione al significato insito nella legge che si rispecchia nella fatica di stare nella relazione quotidiana con la fragilità.

Frequentemente, tra le pratiche realizzate in ambito sociale ed in particolare nella relazione di cura e di aiuto, si ricorre a «strategie di bonifica», di semplificazione della complessità della realtà attraverso generalizzazioni o settorialismi specialistici . Uno strumento quale l'amministratore di sostegno, se considerato soltanto negli aspetti tecnici del ricorso al Giudice Tutelare o del relativo decreto di nomina, rischia di rappresentare una via di negazione della relazione e di annullamento della persona fragile, il vero fulcro e ragione dell'origine dello strumento stesso.

Le lentezze e i ritardi nella reale attuazione della legge n. 6/2004 ad oltre sei anni dalla sua introduzione e la necessità di realizzare un sistema efficace di protezione giuridica sono stati i bisogni condivisi da tutti i soggetti intervenuti agli incontri di presentazione del progetto. Da subito le associazioni e le istituzioni partecipanti hanno concordato sull'importanza e sulla necessità di dare visibilità all'istituzione dell'Amministratore di sostegno e della protezione giuridica attraverso azioni di sensibilizzazione, di diffusione delle iniziative fino ad ora realizzate in via sperimentale e di supporto e accompagnamento agli Amministratori di sostegno volontari e alle famiglie. Si è considerato fondamentale favorire la nascita o il rafforzamento di una rete provinciale tra i soggetti del pubblico e del privato sociale che, a vario titolo, sono coinvolti nell'attuazione della legge.

Principi fondamentali e priorità

Le organizzazioni hanno riconosciuto nel progetto la possibilità di costituire un organismo che funga da coordinamento e riferimento per le iniziative legate all'istituto dell'amministratore di sostegno nella provincia di Bergamo ed in particolare di orientamento per quei soggetti che si avvicinano per la prima volta alla tematica. Si è riconosciuto che questo sarà possibile a condizione che ciascun soggetto condivida e faccia propri alcuni principi considerati fondamentali:

  • L'attenzione alla persona, ai suoi bisogni e alle sue aspettative al fine di riconoscere, sostenere, proteggere i diritti e gli interessi di cui è titolare;

  • La territorialità intesa come l'individuazione e la valorizzazione delle risorse presenti in ciascuna area della provincia al fine di rispondere in modo ottimale ai bisogni specifici delle stesse;

  • L'adesione da parte di tutti i soggetti a un dispositivo organizzativo, quale la Rete per la protezione giuridica della provincia di Bergamo, che sia in grado di garantire il rispetto delle identità e delle mission individuali e al contempo garantisca un patto forte alla finalità comune del sistema di protezione giuridica provinciale;

  • La collaborazione e il coinvolgimento attivo di tutti i soggetti interessati al sistema di protezione giuridica come modalità di ideazione, progettazione, realizzazione e verifica del processo progettuale. Ciascun soggetto sarà chiamato ad una responsabilità condivisanella realizzazione del processo progettuale, ciascuno con la propria specificità, ma tutti legati da uno "stile" specifico, fondato sullo scambio reciproco, attraverso il quale ciascuno si potrà mettere in relazione con la propria competenza aderendo ad un unico progetto condiviso.

Risorse:

 

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