C’è un po' di vento, abbaia la campagna e c’è una luna in fondo al blu… (Bartali, Paolo Conte)

Corrado Bassi, rappresentante della capofila Polifonie e Marco Zanisi, referente operativo salgono sulla metafora della bicicletta da corsa per raccontarci come sta andando il progetto Ads del territorio Asl Provincia Milano 1: i compagni di viaggio, i percorsi, i ritardi ed i recuperi, le fatiche e le emozioni, le tappe fatte e da farsi.

Non so come mai, ma tanti di noi amano la bicicletta. Alcuni in maniera assoluta e appassionata, altri platonicamente... Sta di fatto che, spesso, i momenti di pausa degli incontri della "Comunità degli addetti" si trasformano in resoconti di imprese, in schede tecniche di percorsi, in formule magiche di tipo algebrico come : "sull'anteriore ho cambiato mettendo 36/52 (11/28 post), vorrei personalizzare i rapporti passando alla sequenza 13-15-17-19-21-22-23-25-27-30" . Qualcuno ti avvicina, a metà strada tra il complice e il sornione e ti sussurra: "ieri sono uscito e ho fatto 157 km" . Altri raccontano di strade dolomitiche, con percentuali di pendenza improponibili, passate sotto le ruote, anni (decenni?) fa..., o ancora ti confessano che sulla biciclettina del figlio hanno montato le rotelline di sicurezza di Campagnolo (un villico?) con tubolari di Vittoria (una cuginetta?)... I più, con la saggezza che l'età porta in dono, sorridono compiacenti e paterni... "Bravi, bravi... ai miei tempi però era diverso... io ho fatto il Ghisallo quando ancora non c'era il cambio automatico (?????)". Strana coincidenza, o comune passione per la lentezza e per gli orizzonti sconfinati, o insana predisposizione alla fatica, o bizzarro (in tempi moderni) rifiuto dell'agonismo e (rara) disponibilità ad attendere gli ultimi del gruppo... comunque sia, quello delle due ruote è un linguaggio comune, che rappresenta e ben identifica le tappe evolutive del nostro cammino, del cammino del progetto "Passo dopo passo, al tuo fianco...".

Per prima cosa è necessario dire che siamo arrivati tardi e partiti ultimi. Non è una scusa. E' una colpa. Colpa della sveglia suonata in ritardo, colpa degli impegni che ci hanno tenuti svegli fino a tardi la notte prima, colpa di quello che doveva passare a prenderci con la macchina... sta di fatto che siamo partiti in ritardo rispetto agli altri del gruppo... di un anno. Ma come buoni compagni di pedale, gli altri ci hanno sostenuto, atteso, spinto, tirato... Gli amici degli altri quattordici progetti ci hanno lasciato, lungo la strada, indicazioni, contatti, punti di ristoro. Daniela, Zaccheo e Paolo, dall'ammiraglia, non hanno mai smesso di indicarci il percorso e di avvisarci delle sue asperità, di farci coraggio, di stimolarci. Sebbene partiti in ritardo non siamo mai stati lasciati soli. Lungo la strada abbiamo incontrato altri amici e colleghi che si sono messi in viaggio con noi, a partire dalle Associazioni: Cambiarepasso, La Quercia, Lule e Volare Insieme, passando per tutti i Piani di Zona di tutti i sette distretti, per le Aziende Speciali del territorio. Quasi fossimo in tandem, a pedalare con noi c'è sempre stata l'ASL MI1 e il suo Ufficio di Protezione Giuridica, con Mirco e Giulio a fare da battistrada. Un gruppo nutrito di persone che da colleghi coinvolti a vario titolo nel progetto, sono diventati amici con i quali condividere le fatiche del percorso, gli appuntamenti e le telefonate in orari impossibili, la fatica di sostare sotto la pioggia o di trovare un caffè decente in qualche angolo sperduto del nostro territorio. Con loro, e grazie a loro, abbiamo organizzato incontri di rete in (quasi) tutti i distretti socio sanitari della nostra ASL (6/7, diciamo, che non è il rapporto del cambio della bici).

Partiti ufficialmente a maggio, tra giugno e ottobre abbiamo organizzato incontri a Rho, Garbagnate, Canegrate, Castano, Abbiategrasso e Corsico, in un tour, sebbene in pianura, capace di mettere in difficoltà polmoni e "tagliare le gambe" anche ai bikers ben allenati. In questo prima tappa abbiamo incontrato una cinquantina di associazioni, decine di operatori comunali e dei piani di zona e scoperto che già molto e molto bene è stato fatto per protezione giuridica delle persone fragili. Abbiamo incontrato servizi comunali e distrettuali già attivi come amministratori di sostegno, con un grado di prossimità alle persone in difficoltà sostenuto da uno spirito di dedizione che difficilmente ci si aspetta di incontrare. Abbiamo avuto modo di apprendere molto (e di capire di avere ancora tanto da imparare) dai colleghi dell'UPG dell'ASL MI1 che ci stanno, letteralmente, "tirando la volata". Abbiamo incontrato le realtà filantropiche attive sui territori e concordato un loro supporto tecnico (non solo meccanici ciclisti, ma anche avvocati, notai, medici, architetti, commercialisti, economisti...) al nostro percorso.

La fine della prima tappa ci ha lasciato un grande entusiasmo ed una grande determinazione. Smontati dalla sella ci siamo subito messi ad analizzare la poca strada fatta e la molta che ci aspetta . I nostri compagni del progetto regionale AdS sono molto più avanti noi, sia perché partiti per tempo, sia perché più capaci ed allenati. Nei territori della Regione Lombardia si stanno costruendo rapporti, occasioni e realtà che per noi sono ancora un traguardo lontano. Nella gioia dell'incontro con tanti che hanno condiviso tratti di strada, non possiamo non pensare a quanti non siamo riusciti coinvolgere, a partire proprio dalle realtà associative. A loro è dedicato il primo numero della nostra newsletter "MITUTELITUpuntoNEWS", alle associazioni che devono essere le protagoniste del nostro progetto e del suo costante ri-orientamento verso obiettivi da costruire insieme. Ai servizi abbiamo invece dedicato il secondo numero della newsletter.

Le prossime tappe del nostro percorso saranno:

  • Organizzare l'incontro di rete sul distretto di Magenta (Tappa a cronometro, da fare nel minor tempo possibile);
  • Portare a termine La "Granb Boucle" delle associazioni, alle quali dedicare tutto l tempo necessario per capire, spiegare e muoversi allo stesso passo;
  • Affrontare il giro dei "Sette Percorsi Formativi", da organizzare in ogni distretto per formare i candidati Amministratori di Sostegno;
  • Pedalare verso i diversi tribunali a cui il territorio fa riferimento;
  • Dare vita agli sportelli di prossimità, veri e propri punti di supporto agli amministratori ed ai loro beneficiari, decentrati sui sette distretti che compongono il nostro territorio, gestiti in maniera congiunta e coordinata dalle Amministrazioni Pubbliche.

Pur partiti in ritardo, grazie ai nostri compagni di viaggio, siamo riusciti a fare alcune cose importanti. Molte di più sono quelle che ancora abbiamo da fare. O, meglio, come diceva spesso l'incompreso gregario lombardo Felice Magrotti: "poco altro c'è da aggiungere... e molto c'è da pedalare"

Corrado Bassi e Marco Zanisi

Perché i sassi?

Perchè la scelta dei sassi come materia inanimata individuata come scenografia elitaria per punteggiare tutto ciò che il sito del progetto Ads del territorio Asl Provincia Milano 1 “Passo dopo passo, al tuo fianco” racchiude, rappresenta e comunica? Significati che riportano alle motivazioni, agli obiettivi ed al modo di fare e di pensare che il progetto vuole assumere. Il contributo di Corrado Bassi di Polifonie, capofila del progetto e Marco Zanisi, referente operativo.

Pesanti, freddi, immoti, insensibili, refrattari, duri... questi ed altri aggettivi si sposano pienamente con i sassi. Materia inanimata che abbiamo scelto come scenografia elitaria per punteggiare tutto ciò che questo sito racchiude, rappresenta e comunica. A cominciare dall'immagine che genera il logo del progetto, volutamente stilizzato ed essenziale: un sasso adagiato su un letto di sabbia, onde chiare che, senza fare rumore, accolgono e abbracciano.

Sassi che rappresentano, da un lato, la pesante durezza della condizione di fragilità che migliaia di cittadini e di loro famigliari, residenti sul territorio dell'Asl della Provincia di Milano n°1, affrontano quotidianamente.

Sassi che diventano montagne dalle pareti talvolta invalicabili, sassi che segnano la distanza dagli altri e, talvolta, da sé.

Sassi ruvidi e inaccessibili, sassi levigati e consumati dall'esperienza e dalla sofferenza. Sassi senza più aspirazione o volontà.

Sassi senza voce per comunicare il proprio malessere e senza orecchie che ne colgano la richiesta di aiuto.

Sassi che rappresentano, al contempo, la dura determinazione di quanti non intendono cedere all'indifferenza e che, nonostante tutto, intendono continuare a mettersi in discussione, a mettersi a disposizione.

Sassi che, posti nella condizione di rapportarsi gli uni con gli altri, diventano la base per architetture sociali all'avanguardia, nella solidarietà, nella condivisione, nella tutela del diritto ad avere diritti, nella consapevolezza che il nostro domani, per non essere misera e sterile pietraia, deve fondarsi sulla cittadinanza attiva e sulla partecipazione di tutti.

Sassi caratterizzati da forme, colore, origine e genesi differenti e tra loro difformi, fragili alcuni e indistruttibili altri, portatori di bisogno e portatori di sostegno altri ancora...
Sassi ad indicare che la realtà della cose sta negli occhi di che le guarda, e che solo la condivisione dei saperi e dei sentire, permette di comprendere a fondo un problema, una condizione di difficoltà, una fragilità, una persona...

Sassi ad infrangere i freddi vetri dell'indifferenza, i luoghi in cui abitano le distanze ed i pregiudizi...

Sassi che vogliamo diventino azioni, diventino strade, scale e mura di luoghi dove abita l'accoglienza solidale dell'altro e di noi stessi.

Il progetto "Passo dopo passo, al tuo fianco..." altro non vuole che essere un punto di incontro, un luogo di accoglienza di bisogni e sostegni, di fragilità e di disponibilità, di domande e di saperi.

Un luogo dove abita l'accoglienza solidale dell'altro e di noi stessi.

Buon cammino, passo dopo passo, dopo passo, dopo passo...

Corrado Bassi Coordinatore del Progetto e Marco Zanisi referente operativo

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