A corsi fatti

Si è da poco concluso il ciclo di incontri formativi sull’Ads promossi dal progetto “L’incontro” a Sondrio, Chiavenna, Morbegno e Tirano. Ogni ciclo si è articolato in tre incontri, vedendo nella totalità, la partecipazione di 71 persone. Con il corso che si terrà a settembre a Bormio, tutti i distretti della provincia sono stati coperti da una prima azione formativa. Gino Pedrotti, referente operativo del progetto Ads della provincia di Sondrio, fa un primo bilancio di questa importante azioni di diffusione dell’Ads. Illustra i contenuti degli interventi dei corsi, al termine dei quali sono stati avviati percorsi di accompagnamento mirato e individualizzato. Evidenzia anche il ruolo determinante della rete di progetto ed elementi di positività e criticità che certamente saranno oggetto di riflessione per progettare le azioni future.

Si è concluso da poco, il 24 maggio 2011, il ciclo di incontri formativi modulari sul tema dell'amministrazione di Sostegno, promossi dal progetto "l'incontro" sostenere.proteggere.dare voce: a Sondrio 28 marzo, 4-11 aprile; Chiavenna 6-13-20 aprile; Morbegno 9-16-23 maggio; Tirano 5-12-24 maggio.

Il programma dei percorsi si è declinato in modo univoco in tutte e quattro le edizioni:

a.un incontro introduttivo e generale, condotto da Gino Pedrotti referente operativo del progetto e da Elena Rossi responsabile dell'ufficio di protezione giuridica dell'Azienda Sanitaria Locale della provincia di Sondrio. Durante questo primo incontro sono stati presentati gli obiettivi formativi e concordato un generico contratto d'aula relativamente a tempi e modi dell'azione formativa, nel contempo si sono rilevati in modo informale e non strutturato le caratteristiche e le motivazioni dei presenti al percorso, cercando di sondare tipologie di casistica e spinte motivazionali alla partecipazione (familiari, volontari, operatori del pubblico e del privato sociale). Il contenuto formativo veicolato in questa prima sessione è stato appunto di carattere generale, affrontando in primo luogo gli aspetti di carattere culturale sottesi all'istituto giuridico dell' A.d.S. in particolare relativamente alla sua rilevante caratteristica di tutela rispettosa e non invasiva delle capacità di intendere e volere residue nei soggetti beneficiari. Nel contempo si è presentato e descritto il percorso che avviene dall'attivazione del ricorso fino alla nomina dell' A.d.S. ed alle azioni conseguenti. La rappresentazione teorica e legislativa è sempre stata collegata con le esperienze dirette dei partecipanti ed in particolare della responsabile U.P.G. (ufficio di protezione giuridica A.S.L.) dottoressa Rossi incaricata anche direttamente di amministrazioni di sostegno.

b. Un incontro di approfondimento condotto dall'avvocato Riccardo Gianera che specificatamente su Ricorso e Rendiconto ha affrontato questioni specifiche, anche portate e raccolte tra partecipanti. L'incontro con l'avvocato ha assunto a tratti una vera e propria dinamica di domanda e risposta inerenti le questioni meno chiare e più sentite dai presenti, in particolare intorno alla necessità di notifica all'atto di nomina, i rapporti con l'autorità pubblica del Giudice Tutelare e gli adempimenti rendicontativi necessari nella conduzione della pratica.

c. Il terzo e ultimo modulo formativo tenuto da Barbara Silvestri, Psicologa e Amministratore di Sostegno, ha condotto il gruppo intorno ad una riflessione sull'assunzione di Ruolo dell' A.d.S. sia in relazione alla nomina di un familiare sia nel caso che la nomina avvenga all'esterno della famiglia. L'A.d.S. si pone, per sua natura, al centro di dinamiche familiari a volte semplici e serene, altre più complesse e non prive di possibili conflittualità. La parola chiave "consapevolezza" è stata la matrice intorno alla quale si è sviluppata la riflessione: le dinamiche familiari esistono ed agiscono in modo diretto ma anche in modo indiretto e sotteso, avere consapevolezza di questo, insieme alla riflessione intorno ad alcune modalità comunicative e strategie di relazione (tutte nell'area del "buon senso" del "buon padre di famiglia"), aiuta e sostiene lo svolgimento sereno della pratica di A.d.S. sia per l'amministratore stesso sia per il beneficiario che per la famiglia più allargata.

I partecipanti ai percorsi formativi sono stati nella loro totalità 71 (12 a Sondrio, 25 a Morbegno, 18 a Tirano e 16 a Chiavenna) la loro composizione mista ha però visto una preponderanza di familiari di soggetti fragili (circa il 70%) in particolare Persone con Disabilità (circa il 60% del totale) a questi si sono aggiunti in particolare su Sondrio e in parte Morbegno una percentuale significativa di volontari già impegnati in associazioni e/o strutture di assistenza. Significativa anche la presenza di operatori professionisti in servizi del pubblico e del privato sociale (circa il 10%).

Al termine del percorso, come già previsto in fase di progettazione, sono stati attivati canali comunicativi diretti con il referente operativo del progetto. Attraverso successivi contatti in forma di colloquio individuale e/o familiare verranno sostenute le ulteriori necessità formative e informative, nonché vere e proprie azioni di supporto dirette nella stesura dei ricorsi per la richiesta del beneficio dell' A.d.S., anche attraverso il costituendo sistema provinciale per la protezione giuridica, in stretta collaborazione con Uffici di Piano, A.S.L. e Dipartimento di Salute Mentale dell' Azienda Ospedaliera Locale.

Infine ci è parso di notare che il ruolo della rete di progetto sia stato determinante su due fronti: l'aspetto di carattere logistico e di diffusione delle informazioni relativamente a calendari, moduli, sedi formative, dotazioni tecniche etc. ed un secondo aspetto più sostanziale su quelli che potremmo chiamare "crediti di fiducia locali", in particolare, nell'ambito della disabilità, i coordinamenti e le associazioni locali di familiari (CFD, Fiori di Sparta, AIAS, ANFFAS e Quadrifoglio) hanno positivamente veicolato l'opportunità di partecipare ai percorsi formativi all'interno delle loro reti tra familiari, andando a smuovere e scardinare paure, pregiudizi e miti negativi intorno alla pratica di A.d.S. investendo appunto su crediti fiduciari costruiti nel tempo e sui rapporti con le famiglie di soggetti fragili. Allo stesso modo il sistema di cura professionale (in particolare strutture per disabili e anziani) ha fattivamente contribuito alla diffusione delle informazioni ed assertivamente promosso la partecipazione ai corsi tra i familiari dei soggetti ospiti.

In un accenno di bilancio ci sentiamo di dire che questo primo "giro" formativo a livello provinciale (incompleto essendo ancora in programma la formazione in alta valle) ha avuto una sua generale positività, rispondendo alle aspettative anche di tipologia e numero dei partecipanti (tranne l'edizione di Morbegno che invece ha reagito oltre alle aspettative).

Non sono però assenti punti di criticità da porre all'ordine del giorno: l'ancora limitata diffusione dell'interesse e dell'attenzione alla pratica di A.d.S. all'esterno del mondo della disabilità, l'ancora limitata partecipazione di Volontari extrafamiliari disponibili e propensi a riflettere intorno all'assunzione di ruolo di A.d.S.
Entrambe queste criticità saranno oggetto (come peraltro già ipotizzato in fase di progettazione) delle azioni specifiche di progetto previste per le fasi successive.

Gino Pedrotti, referente operativo

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