L'Ads in RSA

Il 15 marzo, il progetto Ads di Sondrio, rappresentato da Vani Seletti, presidente della capofila Federazione Disabili e dal referente operativo Gino Pedrotti, ha partecipato con la dottoressa Elena Rossi, responsabile dell’Ufficio Protezione Giuridica dell’ASL, ad un incontro informativo presso la RSA Ambrosetti Parravicini di Morbegno. A fronte della necessità impellente di protezione giuridica che si manifesta nelle strutture residenziali, la Fondazione Ambrosetti Parravicini ha attivato una struttura di supporto nella presentazione delle pratiche di ricorso. Tra gli elementi emersi durante l’incontro, la crucialità della raccolta di informazioni chiare sul beneficiario nella pratica di ricorso le remore ancora presenti nei volontari nell’assumere questa funzione.

Il giorno di venerdì 15 marzo il presidente della Federazione Disabili Vanni Seletti ed il referente operativo del progetto A.d.S. Gino Pedrotti hanno partecipato, su invito della dottoressa Elena Rossi responsabile dell'ufficio di protezione giuridica A.S.L., ad un incontro informativo sull'Amministrazione di Sostegno, presso la R.S.A. Ambrosetti Parravicini di Morbegno.

L'incontro informativo e di carattere generale si è svolto in coda all'assemblea dei Volontari dell'associazione Amici Ca.Ri. (Casa di Riposo) attiva da tempo all'interno della struttura residenziale per anziani di Morbegno.

L'incontro, fortemente voluto e promosso dal direttore della Casa di Riposo, Giancarlo Rizzetto aveva lo scopo di informare in modo preciso i Volontari intorno alle responsabilità dell'assunzione di ruolo di Amministratore di Sostegno ma soprattutto di rappresentare con chiarezza le azioni di supporto agli amministratori messe in campo dalla rete locale e nello specifico dalla direzione stessa della R.S.A.

E' stato spiegato che, a fronte della necessità impellente di protezione giuridica che si manifesta nelle strutture residenziali, la Fondazione Ambrosetti Parravicini ha attivato una struttura di supporto nella presentazione delle pratiche di ricorso: attraverso una solida alleanza con l'Ufficio di Protezione Giuridica e soprattutto strutturando mediante proprio personale di economato un "servizio" di segreteria dedicato agli Amministratori di Sostegno incaricati e operanti all'interno della R.S.A.

Dopo una iniziale breve presentazione di Vanni Seletti dello "spirito" della legge sull'Amministrazione di Sostegno, della sua storia e della sua più adeguata capacità di sostenere le persone e di rispettarne la dignità, la dottoressa Rossi è entrata nel merito della procedura per l'attivazione della A.d.S..

Partendo dalle motivazioni che portano all'attivazione di una misura di protezione si è proceduto nella rappresentazione dei contenuti che è necessario inserire nella pratica del ricorso, infine la dottoressa Rossi ha indicato quali sono i documenti che è necessario allegare al fine di ottenere dal giudice un mandato chiaro e circoscritto all'Amministratore di Sostegno.

In sintesi è stato rappresentato quanto sia importante raccogliere e rappresentare informazioni chiare e coerenti al Giudice Tutelare incaricato di nominare l'A.d.S.: se il giudice è in grado di capire con chiarezza qual è la situazione di partenza e quali sono i vincoli e le risorse proprie dello specifico caso, sarà allo stesso modo in grado di stendere un atto di nomina chiaro e circoscritto che è il vero punto di partenza per rendere semplice e sostenibile il lavoro degli Amministratori di Sostegno.

Di grande interesse è stato dibattito che è seguito: i Volontari, circa una trentina, hanno rivolto domande inerenti le responsabilità, gli adempimenti e i carichi di lavoro nello svolgere la pratica di Amministratore di Sostegno.

È parso evidente come, anche persone molto attive quotidianamente nel volontariato, abbiano ancora significative remore nell'assumere la responsabilità dell'Amministrazione di Sostegno, ciò è dovuto probabilmente ad un timore nei confronti delle pratiche giuridiche e burocratiche e nel fatto che ogni A.d.S. è diversa dalle altre e che quindi non è mai chiarissimo in anticipo quali sono i compiti e le responsabilità che si vanno ad assumere, c'è poi sempre una certa paura ad entrare all'interno delle dinamiche familiari temendo di apparire come intrusi.

Da queste considerazioni possiamo evincere l'importanza del nostro compito di supporto e sostegno a chi a sua volta svolge il ruolo di amministratore di sostegno, la necessità di proseguire con attività di natura informativa e formativa, l'importanza di consolidare la rete dei soggetti attivi per la protezione giuridica in provincia di Sondrio, non solo tra le associazioni ma anche qualificando e intensificando i rapporti con le fondazioni che gestiscono le strutture per anziani e persone disabili.

 

Incontrando il Tribunale

Il 29 gennaio i firmatari del protocollo d’intesa sistema per la protezione giuridica della Provincia di Sondrio – FAD, ASL Azienda Ospedaliera e Uffici di Piano - hanno incontrato i rappresentanti del Tribuna di Sondrio. Un’occasione di conoscenza diretta, di analisi delle criticità e di ipotesi per migliorare il sistema: la costruzione di un elenco Ads, la realizzazione sul territorio di una rete correlata con gli enti locali e gli uffici di piano che possa realizzare un’informazione di primo livello, la pubblicazione sul sito del Tribunale della modulistica per l'Ads.

Il giorno 29 gennaio si è tenuto un incontro con il presidente del tribunale di Sondrio Dottor Gianfranco D'Aietti, i Giudici Tutelari, le responsabili delle cancellerie di Sondrio e Morbegno con i vari attori firmatari del protocollo d'intesa sul sistema per la protezione giuridica in Provincia di Sondrio, FAD, capofila del progetto Ads di Sondrio, ASL Azienda Ospedaliera, Uffici di Piano dell'Alta Valtellina, di Tirano, di Sondrio, di Morbegno e di Chiavenna

L'Incontro è stata un'occasione di conoscenza reciproca e diretta tra i soggetti che, a vario titolo, hanno responsabilità sulle politiche per la protezione giuridica attraverso l'amministrazione di sostegno in Provincia di Sondrio.

Nei due anni recenti di progetto, in varie forme e in maniera per lo più indiretta, ci sono state varie occasioni di contatto e collaborazione proficua con il sistema del Tribunale di Sondrio, spesso mediate dalle cancellerie o dall'ufficio di Protezione giuridica A.S.L., questo incontro è stata la prima opportunità diretta di confronto reciproco diretto e strutturato.

Dopo una presentazione reciproca dei vari soggetti, i temi affrontati sono stati sostanzialmente inerenti le problematiche più ricorrenti e per altro già conosciute, in particolare la difficoltà di reperire Volontari disponibili ad assumere un ruolo di A.d.S. all'esterno della famiglia e per le situazioni più complesse e conflittuali.
Viene ipotizzata a più voci l'opportunità di aprire un "elenco" delle persone disponibili a svolgere il ruolo di A.d.S. o anche solo semplicemente interessate a comprendere meglio gli spazi di autonomia e le responsabilità connesse al ruolo, su questa questione viene, nello specifico inoltre, segnalata la difficoltà di reperire (quando non vi siano familiari idonei) persone competenti disposte, a titolo gratuito, ad assumersi la responsabilità a svolgere le funzioni di amministratore di sostegno; le difficoltà sono correlate anche al fatto che si tratta di attività di puro Volontariato, senza compenso di alcun genere e con una serie difficoltà anche per ottenere il solo rimborso delle spese.

In particolare Il presidente D'Aietti sostiene la possibilità di realizzare sul territorio una rete correlata con gli enti locali e gli uffici di piano che possa realizzare un'informazione di primo livello, finalizzata sia alla presentazione di un'istanza di amministratore di sostegno sia a favorire un rapporto funzionale tra l'amministratore di sostegno e l'ufficio centrale del tribunale (sezione volontaria giurisdizione) che si occupa della gestione di tali procedimenti.

Nel prosieguo dell'incontro viene prospettato che con la realizzazione del sito Web del Tribunale di Sondrio verrà messa a disposizione di tutti gli operatori della modulistica strutturata, per la quale si segnala l'opportunità di un ulteriore miglioramento così da fornire uno strumento di guida conoscitiva e operativa per le varie attività che devono essere svolte dagli amministratore di sostegno.

In chiusura dell'incontro consegnate al Tribunale due pubblicazioni relative alle informazioni da fornire agli amministratori di sostegno realizzate all'interno del progetto "l'incontro"; il presidente assicura che tali pubblicazioni verranno rese disponibili anche sul sito del tribunale di prossima realizzazione.

L'incontro si è concluso con l'impegno a proseguire in maniera concreta la collaborazione, in particolare e come primo passo concreto, nell'aggiornamento della modulistica attualmente disponibile e nella revisione puntuale dell'elenco documenti da allegare alle varie pratiche inerenti la protezione giuridica (ricorso e rendiconto).

A corsi fatti

Si è da poco concluso il ciclo di incontri formativi sull’Ads promossi dal progetto “L’incontro” a Sondrio, Chiavenna, Morbegno e Tirano. Ogni ciclo si è articolato in tre incontri, vedendo nella totalità, la partecipazione di 71 persone. Con il corso che si terrà a settembre a Bormio, tutti i distretti della provincia sono stati coperti da una prima azione formativa. Gino Pedrotti, referente operativo del progetto Ads della provincia di Sondrio, fa un primo bilancio di questa importante azioni di diffusione dell’Ads. Illustra i contenuti degli interventi dei corsi, al termine dei quali sono stati avviati percorsi di accompagnamento mirato e individualizzato. Evidenzia anche il ruolo determinante della rete di progetto ed elementi di positività e criticità che certamente saranno oggetto di riflessione per progettare le azioni future.

Si è concluso da poco, il 24 maggio 2011, il ciclo di incontri formativi modulari sul tema dell'amministrazione di Sostegno, promossi dal progetto "l'incontro" sostenere.proteggere.dare voce: a Sondrio 28 marzo, 4-11 aprile; Chiavenna 6-13-20 aprile; Morbegno 9-16-23 maggio; Tirano 5-12-24 maggio.

Il programma dei percorsi si è declinato in modo univoco in tutte e quattro le edizioni:

a.un incontro introduttivo e generale, condotto da Gino Pedrotti referente operativo del progetto e da Elena Rossi responsabile dell'ufficio di protezione giuridica dell'Azienda Sanitaria Locale della provincia di Sondrio. Durante questo primo incontro sono stati presentati gli obiettivi formativi e concordato un generico contratto d'aula relativamente a tempi e modi dell'azione formativa, nel contempo si sono rilevati in modo informale e non strutturato le caratteristiche e le motivazioni dei presenti al percorso, cercando di sondare tipologie di casistica e spinte motivazionali alla partecipazione (familiari, volontari, operatori del pubblico e del privato sociale). Il contenuto formativo veicolato in questa prima sessione è stato appunto di carattere generale, affrontando in primo luogo gli aspetti di carattere culturale sottesi all'istituto giuridico dell' A.d.S. in particolare relativamente alla sua rilevante caratteristica di tutela rispettosa e non invasiva delle capacità di intendere e volere residue nei soggetti beneficiari. Nel contempo si è presentato e descritto il percorso che avviene dall'attivazione del ricorso fino alla nomina dell' A.d.S. ed alle azioni conseguenti. La rappresentazione teorica e legislativa è sempre stata collegata con le esperienze dirette dei partecipanti ed in particolare della responsabile U.P.G. (ufficio di protezione giuridica A.S.L.) dottoressa Rossi incaricata anche direttamente di amministrazioni di sostegno.

b. Un incontro di approfondimento condotto dall'avvocato Riccardo Gianera che specificatamente su Ricorso e Rendiconto ha affrontato questioni specifiche, anche portate e raccolte tra partecipanti. L'incontro con l'avvocato ha assunto a tratti una vera e propria dinamica di domanda e risposta inerenti le questioni meno chiare e più sentite dai presenti, in particolare intorno alla necessità di notifica all'atto di nomina, i rapporti con l'autorità pubblica del Giudice Tutelare e gli adempimenti rendicontativi necessari nella conduzione della pratica.

c. Il terzo e ultimo modulo formativo tenuto da Barbara Silvestri, Psicologa e Amministratore di Sostegno, ha condotto il gruppo intorno ad una riflessione sull'assunzione di Ruolo dell' A.d.S. sia in relazione alla nomina di un familiare sia nel caso che la nomina avvenga all'esterno della famiglia. L'A.d.S. si pone, per sua natura, al centro di dinamiche familiari a volte semplici e serene, altre più complesse e non prive di possibili conflittualità. La parola chiave "consapevolezza" è stata la matrice intorno alla quale si è sviluppata la riflessione: le dinamiche familiari esistono ed agiscono in modo diretto ma anche in modo indiretto e sotteso, avere consapevolezza di questo, insieme alla riflessione intorno ad alcune modalità comunicative e strategie di relazione (tutte nell'area del "buon senso" del "buon padre di famiglia"), aiuta e sostiene lo svolgimento sereno della pratica di A.d.S. sia per l'amministratore stesso sia per il beneficiario che per la famiglia più allargata.

I partecipanti ai percorsi formativi sono stati nella loro totalità 71 (12 a Sondrio, 25 a Morbegno, 18 a Tirano e 16 a Chiavenna) la loro composizione mista ha però visto una preponderanza di familiari di soggetti fragili (circa il 70%) in particolare Persone con Disabilità (circa il 60% del totale) a questi si sono aggiunti in particolare su Sondrio e in parte Morbegno una percentuale significativa di volontari già impegnati in associazioni e/o strutture di assistenza. Significativa anche la presenza di operatori professionisti in servizi del pubblico e del privato sociale (circa il 10%).

Al termine del percorso, come già previsto in fase di progettazione, sono stati attivati canali comunicativi diretti con il referente operativo del progetto. Attraverso successivi contatti in forma di colloquio individuale e/o familiare verranno sostenute le ulteriori necessità formative e informative, nonché vere e proprie azioni di supporto dirette nella stesura dei ricorsi per la richiesta del beneficio dell' A.d.S., anche attraverso il costituendo sistema provinciale per la protezione giuridica, in stretta collaborazione con Uffici di Piano, A.S.L. e Dipartimento di Salute Mentale dell' Azienda Ospedaliera Locale.

Infine ci è parso di notare che il ruolo della rete di progetto sia stato determinante su due fronti: l'aspetto di carattere logistico e di diffusione delle informazioni relativamente a calendari, moduli, sedi formative, dotazioni tecniche etc. ed un secondo aspetto più sostanziale su quelli che potremmo chiamare "crediti di fiducia locali", in particolare, nell'ambito della disabilità, i coordinamenti e le associazioni locali di familiari (CFD, Fiori di Sparta, AIAS, ANFFAS e Quadrifoglio) hanno positivamente veicolato l'opportunità di partecipare ai percorsi formativi all'interno delle loro reti tra familiari, andando a smuovere e scardinare paure, pregiudizi e miti negativi intorno alla pratica di A.d.S. investendo appunto su crediti fiduciari costruiti nel tempo e sui rapporti con le famiglie di soggetti fragili. Allo stesso modo il sistema di cura professionale (in particolare strutture per disabili e anziani) ha fattivamente contribuito alla diffusione delle informazioni ed assertivamente promosso la partecipazione ai corsi tra i familiari dei soggetti ospiti.

In un accenno di bilancio ci sentiamo di dire che questo primo "giro" formativo a livello provinciale (incompleto essendo ancora in programma la formazione in alta valle) ha avuto una sua generale positività, rispondendo alle aspettative anche di tipologia e numero dei partecipanti (tranne l'edizione di Morbegno che invece ha reagito oltre alle aspettative).

Non sono però assenti punti di criticità da porre all'ordine del giorno: l'ancora limitata diffusione dell'interesse e dell'attenzione alla pratica di A.d.S. all'esterno del mondo della disabilità, l'ancora limitata partecipazione di Volontari extrafamiliari disponibili e propensi a riflettere intorno all'assunzione di ruolo di A.d.S.
Entrambe queste criticità saranno oggetto (come peraltro già ipotizzato in fase di progettazione) delle azioni specifiche di progetto previste per le fasi successive.

Gino Pedrotti, referente operativo

Il punto della situazione: i segnali di cambiamento

Non si dispongono di dati quantitativi di impatto del progetto sul numero di Ads. Si registrano, a livelli di percepito, segnali di cambiamento, esiti dell’azione del progetto Ads della provincia di Sondrio in questa prima fase di lavoro, dal giungo 2010 ad oggi. Ce ne parla Gino Pedrotti, referente operativo del progetto Ads della provincia di Sondrio L'Incontro.

 

Seppure non sia possibile allo stato attuale fare una seria valutazione di impatto lordo o ancor meno di impatto netto intorno alla pratica di A.d.S. in relazione alle attività di progetto, per la realizzazione della quale è prevista l'attivazione di un percorso di raccolta e monitoraggio dati attraverso le cancellerie dei tribunali.

In generale e in termini di sensazioni e percezioni di risultato concreto ottenuto in questa fase di progetto ci pare però di poter individuare:

  • la nascita e lo sviluppo embrionale di un vero sistema provinciale intorno al tema della protezione giuridica attraverso l' A.d.S.;
  • il riconoscimento del ruolo del progetto "l'incontro" quale attore significativo e centrale per lo sviluppo dei modelli e della pratica dell' A.d.S.;
  • l'attivazione delle organizzazioni di volontariato intorno al tema e più in generale al supporto al progetto;
  • l'avvio di una riflessione interna alle comunità ed alle famiglie circa l'opportunità/necessità di avviare pratiche di A.d.S.;
  • la diminuzione dell'enfasi negativa intorno alla pratica dell'A.d.S. ancora radicata nelle comunità e soprattutto nelle famiglie;
  • l'aumento di consapevolezza e conoscenza del tema da parte dei livelli apicali delle organizzazioni di volontariato coinvolte nel progetto;
  • l'aumento dei livelli di entusiasmo e motivazione intorno alla pratica dell' A.d.S. degli operatori e dei volontari coinvolti direttamente intercettati dal progetto. 

Infine ci pare quindi di poter dare una valutazione positiva dell'azione progettuale ed in sintesi non abbiamo individuato la necessità di cambiamenti sostanziali circa quanto progettato inizialmente, semmai ci pare di vedere una diversa declinazione in termini temporali della azioni programmate (alcune spostatesi prima di altre sviluppatesi dopo) ed una diversa interazione tra le fasi e azioni di progetto, questo è dovuto, a nostro avviso, all'attenzione mantenuta di far interagire in modo sano quanto "programmato" con quanto "accaduto", con le nuove istanze emerse in particolare nel dialogo con gli altri soggetti della rete allargata primo fra tutti U.P.G. A.S.L.

Gino Pedrotti, referente operativo

 

Il punto della situazione: le azioni

A giugno 2011 L’incontro compie un anno. Gino Pedrotti, referente operativo del progetto, illustrata le fasi e le azioni che hanno caratterizzato il progetto Ads della provincia di Sondrio dall’avvio ad oggi: l’analisi dei punti di forza e di debolezza, gli incontri per il coinvolgimento di soggetti, l’attivazione di un coordinamento composto dai rappresentati degli attori istituzionali, la realizzazione di incontri informativi sui territori.

 

Il progetto "l'incontro" ha preso l'avvio formale, a seguito dell'iter di progettazione e approvazione del progetto, il 1°di giugno 2010 con l'assunzione del referente di progetto da parte dell'organizzazione capofila: Federazione Associazioni per la Disabilità in provincia di Sondrio (FAD).

L'avvio formale è seguito a un lungo periodo di co-progettazione che ha visto coinvolto nella fase iniziale il Centro di Servizi per il Volontariato L.A.Vo.P.S. di Sondrio che si è fatto carico, in serrata collaborazione con il gruppo di pilotaggio di Milano e con la Federazione Disabilità di Sondrio, di una preliminare azione di attivazione-coinvolgimento e di coordinamento dei vari soggetti associativi che successivamente hanno sottoscritto il protocollo di intesa: F.A.D. Federazione Associazioni per la Disabilità in provincia di Sondrio (capofila); A.I.A.S. provinciale di Sondrio; A.N.F.F.A.S. provinciale di Sondrio; A.N.T.E.A.S. provinciale di Sondrio; A.U.S.E.R. provinciale di Sondrio; A.V.A.L. provinciale di Sondrio; "Caritas" provinciale di Sondrio; C.F.D. Coordinamento Famiglie con Disabili della Comunità Montana Alta Valtellina; "Fiori di Sparta" Coordinamento Famiglie con Disabili della Comunità Montana di Tirano; "Il Gabbiano" Associazione; "Navicella" Associazione pro salute mentale della Valtellina e della Valchiavenna; "Quadrifoglio" Associazione.

A tale fase iniziale è poi seguita una più mirata azione progettuale, anche in forma di redazione concreta del testo di progetto, stesura realizzata dall'operatore che successivamente è stato coinvolto come referente operativo.

Nella fase immediatamente iniziale di avvio (luglio 2010), a seguito degli incontri dei firmatari, della fase di raccolta dei bisogni e progettazione è stata realizzata una analisi dell'insieme di progetto e di contesto che ha evidenziato caratteristiche e punti di attenzione che si sono rivelati poi veritieri e utili nell'azione progettuale concreta, i punti di debolezza rilevati sono in effetti ancora ora, a distanza di circa sette mesi, attenzioni da tenere al fine di una buona riuscita delle finalità strategiche di progetto.

L'avvio formale del progetto è avvenuto come detto il 1°di giugno 2010 in prossimità del periodo delle ferie, ciò ha determinato un generale slittamento in avanti delle attività programmate in particolare le attività ad apertura al grande pubblico.

Il periodo iniziale già dal mese di giugno e in maniera più massiccia dalla riapertura delle attività in settembre ha visto l'avvio di una serie di incontri mirati con diversi soggetti locali, ritenuti attori già coinvolti o coinvolgibili nelle azioni di progetto:
Amministrazione Provinciale di Sondrio, giugno 2010

  • Ufficio di Piano ambito di Sondrio, giugno 2010
  • Ufficio di Piano ambito di Morbegno, settembre 2010
  • Ufficio di Piano ambito di Tirano, giugno 2010
  • Ufficio di Piano ambito di Bormio, giugno 2010
  • Ufficio di Piano ambito di Chiavenna, giugno 2010
  • A.S.L. della Provincia di Sondrio, luglio 2010
  • Fondazione Pro Valtellina, giugno 2010
  • Ass. delle Case di Riposo della provincia di Sondrio A.C.RI.SO., settembre 2010
  • Azienda ospedaliera dipartimento di salute mentale, ottobre 2010

Durante tali incontri è stato presentato il progetto e si sono aperte ipotesi di collaborazione, è stato ottenuto il patrocinio dell'Amministrazione Provinciale di Sondrio e l'impegno della stessa nel sostegno di alcune azioni formative avanzate.

Con le grandi istituzioni socio sanitare, A.S.L. e Azienda Ospedaliera (AOVV), si sono attivati e consolidati stretti rapporti di collaborazione in primo luogo con l'Ufficio di Protezione Giuridica, con il quale sono state programmate le azioni di sistema successive.

La fondazione locale PROVALTELLINA nella persona del Presidente e della Vice Presidente è stata informata dell'avvio del progetto e si è ottenuta una sostanziale approvazione attraverso una dichiarazione in forma di lettera di adesione al progetto. L'associazione ACRISO, che raggruppa tutte le RSA per anziani del territorio provinciale, è stata incontrata a livello di presidenza e consiglio dei direttori e si è ipotizzata una collaborazione, anche in accordo con U.P.G. dell'A.S.L. per la diffusione attraverso incontri informativi mirati in struttura per operatori e familiari.

Il lavoro più consistente in termini di "progettazione di Sistema" si è però svolto (settembre-dicembre) attivando un coordinamento finalizzato composto dai 5 U.d.P., dall' U.P.G. A.S.L., da un rappresentante del dipartimento di Salute mentale presso A.O.V.V. (azienda ospedaliera) e dal referente operativo di progetto.

Parallelamente al lavoro di "sistema", con gli attori istituzionali, si sono programmati e attivati a livello locale una serie di incontri informativi.

Questi incontri hanno visto l'attivazione diretta delle varie organizzazioni di volontariato locali firmatarie del protocollo d'intesa, nell'organizzazione logistica degli incontri e soprattutto nel coinvolgere i familiari dei vari soggetti fragili sul territorio.

Tali incontri saranno inoltre propedeutici all'avvio dei corsi di formazione di base, previsti con una prossima azione.

Gli scostamenti in avanti delle azioni di progetto sono imputabili in parte al periodo di avvio (in prossimità delle vacanze estive) ed in parte alla ravvisata necessità di un preliminare lavoro di coinvolgimento dei soggetti istituzionali locali.

Gino Pedrotti - referente operativo del progetto L'incontro

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