E la rete di Insieme a Sostegno cresce ancora

Le maglie della rete del progetto milanese si infittiscono, accogliendo nuove adesioni: 32 gli enti di terzo settore che ora ne fanno parte, 27 dei quali di volontariato. Per rafforzarsi il volontariato deve lavorare in rete anche con gli altri enti del terzo settore: le ultime arrivate sono tre cooperative sociali: Azione Solidale, Piccolo Principe di Milano e Arcipelago di Cinisello.

La rete cresce e le sue maglie si infittiscono, per riuscire sempre più ad intercettare il bisogno di protezione giuridica e a sorreggere le persone fragili che lo esprimono. Oggi gli enti di terzo settore che ne fanno parte sono complessivamente 32, 27 dei quali di volontariato, rappresentativi di oltre 60 diversi soggetti che operano sul territorio dell'Asl Milano.

Il progetto regionale per la promozione dell'Amministrazione di Sostegno nasce anche per rafforzare il ruolo del volontariato e dell'associazionismo più in generale, ma questo obiettivo si raggiunge anche lavorando in rete con tutti gli altri enti del terzo settore, ecco perché la collaborazione si è man mano allargata anche alla cooperazione sociale: dopo la Coop Lotta Contro L'Emarginazione di Sesto San Giovanni, e la Coop Spazio Aperto Servizi di Milano, le ultime tre arrivate sono cooperative sociali molto attive sul territorio proprio sulle aree di fragilità da noi presidiate, in particolare Disabilità e anziani, Azione SolidalePiccolo Principe entrambe di Milano, e Arcipelago di Cinisello, legata ad ANFFAS Nord Milano.

Azione Solidale, Il Piccolo Principe e Arcipelago aderiscono oggi al progetto, ma per la loro esperienza e per le loro competenze è parso più che naturale sancire formalmente una collaborazione che operativamente già esisteva.

Essere una rete che sostiene è il principio cardine del progetto milanese coordinato dall'Associazione Oltre noi la Vita che si concretizza nello sviluppare un sistema che faciliti il ruolo e il compito degli amministratori di sostegno, attraverso l'implementazione di reti di fiducia e di prossimità, mettendo insieme e valorizzando sinergicamente conoscenze, competenze, azioni, risorse, spazi e progetti dei soggetti coinvolti.

Più la rete si allarga, inoltre, maggiori sono le possibilità di approccio trasversale e di lettura dei bisogni e in particolar modo dei bisogni emergenti, attraverso lo sguardo delle organizzazioni che ogni giorno sono impegnate operativamente per la promozione dei diritti delle persone fragili.

Famigliari, volontari ed operatori: tutti formati

Dal 4 aprile all’ 8 maggio e poi dal 16 maggio al 6 giugno due mesi concentrati sulla formazione per il Progetto INSIEME A SOSTEGNO. Si sono chiusi con soddisfazione i due percorsi di formazione, il primo per operatori e l’altro per famigliari e volontari: più di settanta in tutto le persone che hanno avuto l’opportunità di accrescere le proprie conoscenze sul tema dell’amministrazione di sostegno. A loro è stato anche presentato il nuovo Gruppo di Auto Mutuo Aiuto. Da ottobre si svolgeranno i nuovi corsi.

Il corso di formazione di I livello per operatori del comparto socio-assistenziale, svolto in collaborazione con la Provincia di Milano e dedicato a "Dalla legge alla persona: L'Amministrazione di sostegno strumento per la protezione giuridica e la qualità della vita delle persone con fragilità", si è svolto dal 4 aprile all'8 maggio, godendo di larga partecipazione - con una quarantina di partecipanti ammessi (ma la richiesta era molto più alta ...)- e riscuotendo ampio gradimento.

Il corso era articolato in tre giornate complete di formazione (per un totale di 20 ore di formazione d'aula), con un'alternanza di lezioni tenute da docenti qualificati ed esperti in materie psico-pedagogiche, giuridiche, sociali.

Il Corso intendeva fornire agli operatori del comparto socio-assistenziale, sia della pubblica amministrazione che del privato sociale, una visione completa ed approfondita della complessa tematica della Protezione giuridica, che comprende sia la legge 6/2004, istitutiva dell'amministrazione di sostegno, che la disciplina regionale, istitutiva e regolamentativa degli "Uffici per la protezione giuridica delle persone fragili". Il Programma e la metodologia del corso hanno fornito queste competenze plurime e complesse, inserendole nel contesto operativo, coniugando quindi teoria e pratica concreta, e rendendo evidente come il tema della protezione giuridica sia trasversale alle diverse aree della fragilità umana, e l'amministrazione di sostegno sia strumento fondamentale per promuovere una cultura rispettosa delle capacità personali, assicurare a tutti il diritto di rappresentanza e il diritto ad un progetto di vita.

I docenti sono stati affiancati costantemente da Daniela Piglia, giurista esperta in protezione giuridica, responsabile dell'associazione Oltre noi... la Vita, che ha svolto le funzioni di tutor, raccordando le docenze e supportando il gruppo nella coniugazione tra teoria e pratica quotidiana, dando ampio spazio ai quesiti posti dai partecipanti.
I partecipanti, operatori con differenti professionalità (assistenti sociali soprattutto, ma anche educatori, altri operatori di servizi di base e territoriali, molti attivi nell'area anziani), provenivano non solo dalla Provincia di Milano ma da tutto il Territorio Regionale: impegnati presso enti locali, Comuni ( molti operatori del Comune di Milano) e ASL, enti ospedalieri, ma anche presso il terzo e quarto settore (associazioni e Cooperative...).

Dal 16 maggio al 6 giugno si è poi svolto il Corso di Formazione per famigliari e volontaripresso Ciessevi Milano, articolandosi per 4 incontri e coinvolgendo una trentina di persone. L'incontro iniziale è stato aperto, insieme a Lino Lacagnina, presidente di Oltre Noi... la Vita a capo del Progetto Insieme a Sostegno, da Aurelio Mosca, Direttore del Dipartimento per le Attività Socio Integrate di Asl Milano, come primo passo della collaborazione che si sta formalizzando con opportuno Atto di Intesa con l'obiettivo da parte del Progetto Insieme a Sostegno di strutturare sinergicamente e sussidiariamente con le istituzioni pubbliche competenti un sistema che promuova, faciliti e sostenga il ruolo dell'amministrazione di sostegno.

Con un modello ormai consolidato il corso ha riguardato: la protezione giuridica secondo la Legge 6/2004 e l'Amministrazione di Sostegno quale garanzia per la qualità della vita delle persone fragili, gli elementi del ricorso per la nomina di un Amministratore di Sostegno, il procedimento, il decreto di nomina, i compiti, i poteri e le responsabilità dell'Amministratore di Sostegno, i rapporti con i Giudici Tutelari, la relazione ed il rendiconto annuali, la gestione straordinaria, il consenso informato. Durante il corso i partecipanti hanno avuto l'opportunità di confrontarsi direttamente con i docenti sottoponendo quesiti provenienti spesso da esperienze personali.

L'ultimo incontro, predisposto come una tavola rotonda in modo innovativo proprio per agevolare lo scambio con i partecipanti, ha riguardato la specificità dei bisogni di protezione giuridica nella persona con disabilità, con disagio psichico, con dipendenza o dell'anziano fragile e ha visto la partecipazione di esperti di varie aree di fragilità del terzo settore milanese.

Al termine di quest'ultimo incontro è stato lanciato da Daniela Piglia l'avvio del Gruppo Ama(auto mutuo aiuto) che sarà facilitato dalla psicologa Stefania Bottalico. Alle persone che già svolgono il compito di Ads o a quelle interessate ad assumerlo, si propone quindi la possibilità di partecipare ad un gruppo di auto mutuo aiuto che si riunirà ogni 15 giorni e sarà un modo per valorizzare le conoscenze e le capacità di affrontare le necessità del beneficiario, con la possibilità di condividere all'interno del gruppo le proprie esperienze, al fine di ottenere un sostegno attraverso l'aiuto reciproco.

E in autunno partono i nuovi corsi di formazione: quello per operatori sempre in collaborazione con la Provincia di Milano si terrà nei giorni 18 e 29 ottobre e 13 novembre dalle 9.30 alle 17.00.

In attesa del corso centrale che partirà nel mese di novembre, a ottobre, dopo la formazione specifica realizzata per gli operatori e i volontari che apriranno il nuovo Punto di Prossimità del Progetto Insieme a Sostegno a Sesto San Giovanni, primo corso decentrato per i familiari e volontari del territorio dell'ambito di Cinisello Balsamo realizzato da Oltre Noi la Vita in collaborazione con Anffas Nord Milano, sede del Pdp locale, e la rete dell'associazionismo locale.

Su questo sito in tempo utile tutte le informazioni per le iscrizioni.

La rete si allarga e entra anche l’Ordine degli Assistenti Sociali

La rete di progetto si allarga e arriva a 28 associazioni, ma in attesa ci sono già nuovi enti interessati che attendono solo di formalizzare le loro intenzioni. E oltre agli enti di volontariato anche nella rete più allargata dei partner si contano due new entry del mondo della cooperazione sociale e anche l’importante e strategica adesione dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Lombardia.

A partire dall'esperienza di un laboratorio creato appositamente sul tema dell'Amministrazione di Sostegno, l'Ordine Regionale degli Assistenti Sociali ha aderito al Progetto "Insieme a Sostegno", ritenendo fondamentale creare sinergie con enti del privato sociale al fine di contribuire al sostegno di un sistema efficace per garantire la protezione giuridica dei soggetti fragili. Perseguendo un'adeguata e corretta valorizzazione degli assistenti sociali, nel pieno rispetto delle norme e dello spirito della legge 6/2004, intensificando gli sforzi per adeguare la formazione universitaria e sviluppare una formazione permanente dei propri iscritti sui temi della protezione giuridica, l'Ordine aderendo al Progetto Insieme a Sostegno intende sensibilizzare e stimolare gli AS verso un impegno di volontariato nell'ambito dell'amministrazione di sostegno.

La rete del Progetto Insieme a Sostegno ad oggi vede l'adesione di 28 associazioni rappresentative in totale di quasi 60 diversi enti del terzo settore operanti sul territorio corrispondente all'ASL Milano, comprendente sette comuni: Milano, Cologno Monzese, Sesto San Giovanni, Bresso, Cinisello Balsamo, Cormano e Cusano Milanino.

La rete, come è noto, è rappresentativa di tutte le aree di fragilità per rendere l'opera di sensibilizzazione e promozione dell'amministrazione di sostegno più incisiva e trasversale e perché tutto possa rientrare nell'auspicato sistema ampio di protezione giuridica promosso a livello istituzionale e sostenuto con spirito di collaborazione e sussidiariamente dal terzo settore.

Le nuove associazioni che hanno aderito rispondono pienamente a questa esigenza di trasversalità.

Tra queste il Coordinamento Milanese del privato sociale per le Dipendenze, che ha il compito di monitorare il fenomeno delle dipendenze e lavorare in stretta connessione con le istituzioni e i servizi pubblici competenti anche per orientare la loro azione. Alberto Barni, Presidente del Coordinamento, ha rilevato le "potenzialità del progetto Ads per le dimensioni della sua rete e per i numeri dei casi e delle persone incontrate" e sarà certamente strategica l'entrata formale del coordinamento nel progetto soprattutto in considerazione dell'emergenza sulle nuove forme di dipendenza.

Tra le nuove importanti adesioni anche quella del Cirah, che con la sua importante attività di formazione a servizio delle persone con disabilità intercetta ogni giorno grandi bisogni di amministrazione di sostegno.

Al Coordinamento Dipendenze e al Cirah si aggiungono anche l'Auser di Sesto San Giovanni e di Cologno Monzese che anche su spinta dell'Auser Milano entrano nella rete, con la loro specifica esperienza sul tema della terza età, in virtù della prossima apertura del sesto Punto di Prossimità per l'Ambito di Sesto San Giovanni.

Per lo stesso motivo ha aderito al progetto anche l'Associazione Caritas Salesiani, impegnata da anni per sostenere trasversalmente diverse aree di fragilità nel territorio di Sesto. Sempre a livello territoriale, ma relativamente al territorio di Cinisello Balsamo dove è attivo uno dei cinque Punti di Prossimità attualmente attivi gestito dall'Anffas Nordmilano, recentemente ha aderito al progetto l'Associazione La Svolta che si occupa di salute mentale.

Entrano infine a far parte della rete più allargata dei partner anche due cooperative sociali, laCooperativa Lotta Contro l'Emarginazione e la Cooperativa Spazio Aperto Servizi, perché è di fondamentale importanza, pur nella valorizzazione del ruolo del volontariato, implementare il ruolo sussidiario del terzo settore rispetto al tema dell'amministrazione di sostegno a partire dal lavoro sinergico che le sue diverse componenti possono realizzare.

Una rete variegata agisce insieme su più fronti, promuove flussi di comunicazione, favorisce l'incontro dei bisogni e la predisposizione di risposte reperibili nell'ambiente di vita dei destinatari.

 

Parole di Ads

Caterina Gallizia è volontaria dell’Associazione “Oltre noi… la vita” da molto tempo. Di professione è avvocato e ad un certo punto della sua vita ha provato a ritagliarsi uno spazio dal lavoro mettendo a disposizione le sue competenze professionali per una attività di volontariato qualificato. E’ diventata allora l’amministratore di sostegno di una anziana signora milanese. Le abbiamo chiesto di raccontare come è iniziata la sua storia come Ads.

Insieme a sostegno: Come è diventata Amministratore di Sostegno?

Carerina: Tempo fa mi fu proposto di fare da Amministratore di Sostegno di una anziana signora per la quale il Tribunale di Milano riteneva opportuna la nomina di un professionista esterno alla famiglia. Così è iniziato tutto.

Insieme a sostegno: Ed è stato un inizio facile?

Caterina: In base al provvedimento di nomina la signora avrebbe dovuto semplicemente "essere aiutata dall'ADS a riordinare le proprie carte ammassate in modo confuso in casa".
La realtà che mi si è subito presentata era assai diversa e richiese molta "creatività" per trovare soluzioni immediate e concrete 
La beneficiaria abitava infatti da molti anni in uno splendido appartamento nel centro di Milano, ma senza alcuna relazione con il mondo esterno ed in condizioni di totale abbandono. Viveva da sola, soffriva di disturbi psichiatrici che la portavano nel corso della notte a uscire e vagare per le strade della città buia per raccogliere quanto trovava nei cestini dei rifiuti. Il suo appartamento era colmo del risultato delle "raccolte notturne", gli oggetti di ogni tipo, giornali vecchi e rifiuti, erano ammassati disordinatamente uno sull'altro fino a raggiungere il soffitto di ogni locale. Solo un piccolo corridoio, ricavato alla meglio al centro di ogni stanza, permetteva alla signora uno stretto passaggio tra gli ambienti, tutti ugualmente maleodoranti e sporchi. Sotto quella massa di cose non si riconoscevano più la cucina, la camera da letto ed il bagno.
La signora aveva dei parenti che vivevano altrove e si facevano vivi talvolta, pare, per portarle dei viveri.

Insieme a sostegno: Come ha deciso di intervenire?

Caterina: Circa due mesi dopo la nomina, ho scoperto che il Comune di Milano aveva emesso una "Ordinanza Contingibile ed Urgente" con la quale intimava lo sgombero dell'appartamento entro cinque giorni dalla notifica, a pena di codice penale. Come se non bastasse venni anche a conoscenza del fatto che la signora era proprietaria anche di un altro appartamento a Milano, di due box e di alcune cantine e che lo sgombero immediato riguardava tutti gli immobili. 
La signora però non disponeva di denaro liquido sufficiente per potere incaricare una ditta per lo sgombero dei locali ed i servizi pubblici, interpellati, non erano in grado di sopperire. 
Dopo varie ricerche sono riuscita a reperire una ditta disponibile ad effettuare gli sgomberi e a ricevere il compenso pattuito in un momento successivo. La squadra munita di camion fu costretta a lavorare per circa un mese per liberare tutti i locali dal numero immenso di oggetti di vario tipo accatastati l'uno sull'altro.

Insieme a sostegno: Secondo lei come è stato possibile che la signora arrivasse ad un tale stato di abbandono?

Caterina: In questi casi si rileva l'importanza del ruolo di un amministratore di sostegno che, senza mai sostituirsi ai servizi competenti, si occupa di tutelare e sostenere la qualità della vita delle persone. Nel caso della signora in questione purtroppo il Cps di zona, contattato da me successivamente, che pur era già a conoscenza della situazione anche se in modo sommario, non era stato in grado di prendere in carico la signora anche sostenendo che, vista l'età anziana, il caso fosse di competenza di un altro servizio che a sua volta sosteneva al contrario la competenza del Cps.
Senza il sostegno di un Ads che mediasse e la facilitasse nell'accesso ai servizi, la signora si era trovata completamente sola e abbandonata.
La famiglia, inoltre, non è mai stata in grado di intervenire perché alcuni parenti soffrivano probabilmente di disturbi psichiatrici simili a quelli della signora e perché altri, senza nessun tipo di scrupolo e interessati al patrimonio, erano semplicemente in attesa del suo decesso.

Insieme a sostegno: Un caso disperato, quali altre azioni ha potuto compere come Ads?

Caterina: Ho cercato una sistemazione diversa per la signora e le cura di uno psichiatra che l'aiutasse a rimettere in ordine i pezzi confusi della sua difficile vita. In particolar modo la collaborazione con lo psichiatra per predisporre un nuovo progetto di vita insieme alla signora è stata di fondamentale importanza.
Dopo un periodo ospite di una famiglia che si era offerta di accoglierla e che purtroppo ancora una volta si era rivelata come l'ennesima esperienza negativa visto che anche in questo caso l'obiettivo era impadronirsi del patrimonio della signora, su mia proposta e per volontà del Tribunale di Milano fu possibile far ristrutturare il suo appartamento dove la signora è tornata a vivere in compagnia di una badante.
Una simile vicenda nella Milano "bene" sembrerebbe assurda e inimmaginabile e sarebbe stata destinata a rimanere sconosciuta se non ci fosse la figura dell'Ads, che ha ruolo ed i poteri idonei per occuparsene e per trovare soluzioni diverse e adeguate.
L'amministratore di sostegno da solo non basta perché è necessario un sistema di servizi sociali e socio-sanitari nel quale la sua azione si incardini per garantire al beneficiario una progettazione di vita nuova che per tutti è un diritto. 

Una storia "normale" di volontariato e amministrazione di sostegno

Continuano gli appuntamenti con le storie di ads proposte dal progetto milanese “Insieme a sostegno” che questa volta ha incontrato Maria Carla Barbarito, avvocato volontario dell’Associazione “Oltre noi…la vita” che in questa intervista porta tutta la sua ricca esperienza, competenza e motivazione.

Maria Carla Barbarito è volontaria dell'Associazione "Oltre noi... la vita" dal 1993. Di professione è avvocato e fin dall'inizio ha aiutato l'associazione per le consulenze legali di orientamento per le pratiche di interdizione ed inabilitazione, quando ancora non era in vigore la normativa sull'Amministrazione di Sostegno, che l'Associazione stessa ha contribuito a promuovere. Anche oggi Maria Carla svolge consulenze a favore delle famiglie non solo sull'ads, ma anche su tutta la complessa tematica successoria e testamentaria, di cui è esperta; inoltre è una dei competentissimi docenti dei corsi di formazione sulla protezione giuridica che costituiscono un fiore all'occhiello per l'associazione, essendo un'opportunità fondamentale per preparare al ruolo di Ads.


Insieme a sostegno: Che tipo di feed back le proviene da coloro che frequentano i corsi di formazione rispetto all'amministrazione di sostegno?

Fin dall'inizio della mia esperienza devo dire che ho constatato le difficoltà nel reperire tutori e poi Ads esterni ai nuclei familiari, a causa delle indubbie responsabilità esistenti. 
Mi è capitato spesso che alla fine di un corso mi venissero poste, da persone animate da buone intenzioni per assumere l'incarico, domande del tipo: "ci sono tante responsabilità, l'incarico è gravoso, ma c'è anche un guadagno o un rimborso ?". 
Quando rispondevo che il Codice Civile prescrive che l'Ads é impegno che si svolge gratuitamente e che il Giudice può solo eventualmente concedere, sulla base della attività svolta e del patrimonio del beneficiario, un'"equa indennità" alla fine dell'anno (che non può certo essere considerata un guadagno), mi rendevo conto di dare una risposta corretta dal punto di vista legale, ma che forse non era in grado di trasmettere nel senso più ampio possibile quali sono le forti e importanti motivazioni alla base di un impegno volontario, per quanto io stessa sia una volontaria!


Insieme a sostegno: Lei è una volontaria, ma essendo anche un avvocato le possiamo fare anche domande più tecniche, cosa è cambiato con l'avvento della Legge sull'Amministrazione di Sostegno?

Quando esistevano solo i procedimenti di interdizione e inabilitazione, i ricorsi non erano numerosi e il problema della mancanza di volontari per fare i "tutori" non era sentito così fortemente come negli ultimi anni.
Con l'introduzione della legge sull'amministrazione di sostegno - che come noto ha caratteristiche di maggiore flessibilità, minori oneri procedurali ed economici, che lo rendono più adeguato ai tempi attuali e alle nuove fragilità - il tribunale si è trovato a fare i conti con una vera e propria esplosione di istanze, circa il quadruplo di prima, ogni anno. Ovviamente oggi il problema della mancanza di ads volontari è quindi molto sentito, sia da parte delle famiglie che vorrebbero affidare il loro caro in stato di fragilità pensando soprattutto al "dopo di noi", sia da parte del Tribunale, che potrebbe svolgere più adeguatamente il suo compito con un numero maggiore di Ads volontari disponibili.


Insieme a sostegno: Ci può parlare della sua esperienza di ads volontaria?

Attualmente sono ads volontaria di otto Persone, prima sono stata tutore e curatore di una decina ma ricordo la mia prima nomina di ADS nel 2004 come una vera e propria...doccia fredda.
Mi hanno nominato ADS di una ragazza di ventotto anni, ricoverata in ospedale in coma in seguito ad un incidente stradale. Il padre era deceduto e la madre ed il fratello erano in continuo conflitto e non riuscivano a prendere decisioni relative alla sua situazione sanitaria e patrimoniale. Su istanza dei medici il Giudice aveva deciso di nominare un ads perché era necessario e urgente prendere delle decisioni fondamentali per la vita della ragazza e queste potevano essere in continua evoluzione. Io sono stata incaricata nel decreto di compiere ogni atto relativo agli interventi chirurgici, alle cure mediche, al luogo e alle terapie ed ancora a provvedere all'amministrazione del patrimonio, in quanto la ragazza, all'epoca dell'incidente, era in procinto di acquistare una casa, era socia di una società commerciale ed aveva un patrimonio in banca da amministrare. Il primo problema l'ho risolto chiedendo al Giudice di nominare un perito neurologo per le decisioni e le scelte in campo medico; le scelte del neurologo, venivano poi illustrate da me alla madre. Nel frattempo ho cercato di occuparmi delle vicende patrimoniali e di mettere pace tra la madre ed il fratello con qualche incontro nel mio studio, fino a che dopo alcuni mesi la madre ha pienamente ripreso a seguire le cure della figlia e si è riconciliata con il figlio. La beneficiaria si è temporaneamente trasferita in Francia per proseguire le terapie e adesso è rientrata in Italia, ha recuperato l'uso della parola, cammina e probabilmente in futuro potrà riprendere parzialmente a lavorare.


Insieme a sostegno: Cosa le ha lasciato questa esperienza?

Il "guadagno" nel fare l'Amministratore di Sostegno in questo caso, come in tutti gli altri, è stata la ricchezza nei rapporti umani che ho instaurato, la gioia infinita nel vedere questa ragazza camminare e parlare di nuovo. Ritengo di avere ricevuto molto di più di quello che ho dato, nonostante il buio e la paura di sbagliare, la sensazione di inadeguatezza e di solitudine e il timore di agire che ho avuto per alcuni anni avendo contro, all'inizio, la sua famiglia.
Il decreto di amministrazione per questa ragazza oggi si è ridotto, dovendo decidere solo sull'amministrazione straordinaria del patrimonio e su alcune scelte relative al futuro, in questo caso la nomina di ads ha permesso un intervento immediato e una trasformazione rapida dei compiti dell'ads in ordine all'evoluzione della situazione della persona.


Insieme a sostegno: Ci ha raccontato della sua esperienza di Ads per una persona giovane, ha avuto modo di essere ads anche di una persona anziana?

Sì, sono stata nominata AdS di una persona anziana, con un grosso patrimonio e senza legittimi eredi, raggirata da un delinquente che si era fatto intestare tutto il patrimonio.
Il problema rispetto alle persone anziane è che capita spesso che se detengono un patrimonio siano vittime designate di truffatori e malintenzionati, che approfittano della loro situazione di fragilità. Accade poi la situazione "contraria": se non possiedono molto, spesso i parenti non se ne curano.
Mi sono spesso occupata di anziani raggirati dalle loro stesse badanti o da altre persone. Questi incarichi sono stati particolarmente faticosi perché il ruolo dell'ads è quello di difendere gli anziani da questi che sono dei veri e propri delinquenti, che ovviamente tentano di sfruttare a loro favore la relazione affettiva che hanno creato con la persona anziana che ovviamente si fida di loro. Questo tipo di incarico è il più gravoso perché la persona che devi proteggere finisce per ritenere l'Amministratore di Sostegno il suo vero nemico, piuttosto che il mascalzone che si è approfittato della loro situazione.


Insieme a sostegno: In base alla sua esperienza cosa direbbe ai nuovi futuri Ads volontari?

Posso concludere dicendo che le competenze dell'Amministratore di Sostegno sono varie: è richiesto un minimo di capacità per gestire il patrimonio, quando c'è, o un minimo di capacità di gestire la persona ed il suo nucleo familiare, con cuore e sintonia.
Bisogna avere dei punti di riferimento, tra cui anche le Associazioni come Oltre noi la Vita o amici che svolgano gli stessi incarichi per sapere dove è possibile trovare consiglio e guida e per non sentirsi soli. In tutto questo c'è anche, per le decisioni più difficili, il Giudice con cui confrontarsi. 
L'incarico di Amministratore di Sostegno è per me, e per i miei amici volontari che lo svolgono, molto bello. 
All'inizio, è vero, forse si vede in astratto solo che c'è una assunzione di responsabilità a fronte di un impegno di volontariato; in ogni caso si deve provare per capire la forza dell'insostituibile ricchezza di affetti e di rapporto umani che si scoprono.
Ed è questo per me il mistero che non riesco mai spigare in pubblico ma che certamente in molti conoscono, quando ci si priva un po' del "proprio" per donarlo agli altri. tutto ritorna come un'onda nel cuore o meglio il doppio di quanto si è dato ma questo che sto dicendo nulla ha a che fare, con la contabilità di cassa!

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