Governance

I soggetti del Terzo Settore che aderiscono al "progetto AdS-Brescia" si sono dati un'organizzazione interna utile alla gestione e al coordinamento del progetto. A questo scopo hanno individuato, attraverso procedura democratica, una serie di soggetti cui affidare le funzioni di governance, come descritte nel protocollo d'intesa. Detti soggetti sono:
1. l'ente capofila - ANFFAS Brescia Onlus - nell'ambito del cui Servizio Accoglienza e Informazione - SAI? -dall'anno 2004 si è sviluppata un'attività di informazione, consulenza ed assistenza dedicata al tema della protezione giuridica;
2. il referente - ass. soc. Simona Rapicavoli - dipendente di ANFFAS Brescia Onlus;
3. il comitato di pilotaggio - composto da 5 rappresentanti della varie aree di fragilità: AMA BresciaAuser volontariato BresciaAutismando, Casello 11, Chiaro del bosco. Di tale organismo fanno parte l'Ente capofila e il referente.


Governo complessivo del Progetto

Forma e sostanza del governo complessivo del progetto, in particolare riguardo ai compiti dell'ente capofila, del referente e del comitato di pilotaggio, sono delineate nel protocollo di intesa siglato dai soggetti di Terzo Settore che aderiscono al progetto AdS-Brescia.
È tuttavia opportuno mettere in evidenza una serie di aspetti ritenuti utili allo sviluppo di una capacità di governo del progetto che non sia "solo" efficiente, ma efficace, ovvero, coerente con le finalità del progetto. 
Preme anzitutto sottolineare che il progetto, che nasce come opportunità per il Terzo Settore di contribuire al locale sistema di protezione giuridica, non può che muovere i primi passi e crescere sul territorio, in sinergia con le reti formali e informali che del territorio esprimono storia, consapevolezza, esperienza, ossia che nella sostanza ne costituiscono l'intreccio vitale, nelle forme e nei modi possibili.
Non c'è obiettivo descritto nel presente progetto, né azione, il cui significato possa essere decontestualizzato e sviluppato indipendentemente dalla condivisione con la comunità in cui si intende realizzarlo, a partire dalle istituzioni che di quella comunità sono rappresentanti ed interpreti.
Insieme alla necessità di lavorare in sinergia con le istituzioni del territorio, prima fra queste l'ASL nella Struttura per la tutela, date le competenze che le sono assegnate, due sono e saranno i "principi guida" del governo del progetto:
- il principio della trasparenza
- il principio della flessibilità. 
Il principio della trasparenza si impone non solo come valore etico di fondo a cui si dovrebbero ispirare le azioni dei soggetti sociali, istituzionali, economici, religiosi, ecc. che operano nel campo dello sviluppo della Comunità, ma anche come pre-condizione per favorire concreti processi di partecipazione, confronto, condivisione. Agire secondo canoni di trasparenza non solo rende visibile l'azione e l'esito ad essa connesso, ma anche le premesse, le intenzioni, le aspettative, i motivi che hanno generato l'azione. A tale scopo il progetto individua strumenti e regole di comportamento semplici e alla portata di tutti coloro che vi partecipano o intendono essere informati del suo sviluppo. 
Il secondo principio a cui il progetto si ispira è quello della flessibilità, intesa come la capacità di modificare il progetto man mano che esso si svilupperà. In altri termini, se il rigore e l'essenzialità con cui si è cercato di redigere il progetto sono finalizzati nelle intenzioni a facilitare la sua leggibilità e quindi anche la discussione tra i diversi soggetti coinvolti, altrettanta - se non maggiore - disponibilità sarà impiegata nel modificare, cambiare, adeguare il progetto in base a ciò che le Comunità territoriali esprimeranno. 
La regola di comportamento connessa a tale principio è quella definita "del passo indietro", ovvero, la disponibilità a volere cercare sempre - per valorizzarli - i punti di intesa e di contatto, anche se ciò può rallentare il piano di lavoro o, più in generale, il conseguimento di ulteriori obiettivi. Il "passo indietro" è un modo come un altro per dire che la condizione positiva comune, che crea il confronto tra i soggetti, ha maggiore valore di distinte posizioni anche più avanzate, ma che restano isolate. E' una regola base della convivenza civile ed, evidentemente, non può essere esercitata solo nei luoghi che il progetto individua come spazi di governo (il comitato di pilotaggio, la rete, ecc.), ma deve essere praticata in generale nei rapporti e nelle relazioni sociali e istituzionali che il progetto sarà capace di creare.

In termini organizzativi il progetto prevede dei momenti e degli strumenti precisi di governo complessivo dell'andamento. Li riassumiamo: 
- riunioni del comitato di pilotaggio
- riunioni della rete 
- riunioni del tavolo ASL (UPG + Uffici di Piano + progetto ADS) 
- relazioni di verifica/monitoraggio sull'andamento del progetto
- report semestrale agli Uffici di Piano e all'UPG/ASL
- report primo anno (agosto 2011)
- report finale (bilancio sociale).

 

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